L’evoluzione della lingua

Evoluzione della lingua e comunicazione L’evoluzione della lingua Il passaggio dal latino all'italiano non è stato immediato, ma è avvenuto con un processo molto lungo. Dopo la caduta dell’Impero romano, si svilupparono nella penisola le parlate volgari, che si rifacevano maggiormente al latino parlato dal volgo, cioè dal popolo, piuttosto che al latino parlato dalle classi più elevate. Gli studiosi tendono ad identificare il primo documento in italiano volgare in un testo denominato Placito Capuano, che risale a circa il 960, un atto giudiziario in cui tre testimoni dichiarano che certe terre appartenevano al Monastero di Montecassino. Traduzione: So che quelle terre, con quei confini che qui si descrivono, le possedette trenta anni l’ordine di San Benedetto. Il testo è scritto in una lingua che non è il latino, ma non è ancora l’italiano: è una delle tante lingue volgari che si svilupperanno da lì in avanti e che porteranno, nella loro evoluzione continua, alla lingua italiana per come la conosciamo oggi. Come detto, la lingua è un elemento vivo, in continua evoluzione e trasformazione, per cui spesso entrano nell’uso quotidiano delle parole nuove legate a nuove condizioni di vita, a innovazioni tecnologiche, ecc.: tali parole sono dette neologismi e vanno ad integrare il patrimonio lessicale della nostra lingua oppure a sostituire espressioni che, col tempo, cadranno in disuso e prenderanno il nome di arcaismi. 1 Collega con una freccia le parole antiche e il termine moderno equivalente. veglio pria reo antivenire sembiante contezza lapis volto matita conoscenza malvagio prevenire prima anziano 2 Sottolinea di arancione gli arcaismi e di verde i neologismi. multimediale arguzia lifting cimiero online tomo linkare pennacchio username maniero selfie loco social novella
Evoluzione della lingua e comunicazione L’evoluzione della lingua Il passaggio dal latino all'italiano non è stato immediato, ma è avvenuto con un processo molto lungo. Dopo la caduta dell’Impero romano, si svilupparono nella penisola le parlate volgari, che si rifacevano maggiormente al latino parlato dal volgo, cioè dal popolo, piuttosto che al latino parlato dalle classi più elevate. Gli studiosi tendono ad identificare il primo documento in italiano volgare in un testo denominato Placito Capuano, che risale a circa il 960, un atto giudiziario in cui tre testimoni dichiarano che certe terre appartenevano al Monastero di Montecassino. Traduzione: So che quelle terre, con quei confini che qui si descrivono, le possedette trenta anni l’ordine di San Benedetto. Il testo è scritto in una lingua che non è il latino, ma non è ancora l’italiano: è una delle tante lingue volgari che si svilupperanno da lì in avanti e che porteranno, nella loro evoluzione continua, alla lingua italiana per come la conosciamo oggi. Come detto, la lingua è un elemento vivo, in continua evoluzione e trasformazione, per cui spesso entrano nell’uso quotidiano delle parole nuove legate a nuove condizioni di vita, a innovazioni tecnologiche, ecc.: tali parole sono dette neologismi e vanno ad integrare il patrimonio lessicale della nostra lingua oppure a sostituire espressioni che, col tempo, cadranno in disuso e prenderanno il nome di arcaismi. 1 Collega con una freccia le parole antiche e il termine moderno equivalente.  veglio  pria  reo  antivenire  sembiante  contezza  lapis volto matita conoscenza malvagio prevenire prima anziano 2 Sottolinea di arancione gli arcaismi e di verde i neologismi.  multimediale  arguzia  lifting  cimiero  online  tomo  linkare  pennacchio  username  maniero  selfie  loco  social  novella