Verifica delle competenze: Il primo contatto

VERIFICA delle COMPETENZE Il primo contatto Il ragazzo dormiva in un sacco a pelo vicino alle verdure. Il suo respiro era leggero. Una nebbiolina rada gli sfuggiva dalle labbra, perché la nottata era fredda. Anche l'extraterrestre rabbrividiva e dalle dita dei piedi gli usciva la solita nebbia, che era nebbia di preoccupazione, paura e confusione. D'un tratto gli occhi del ragazzo si spalancarono. Elliott si trovò a guardare dritto in quegli occhi enormi, carichi di sapienza antica e terribile. L'extraterrestre contemplava a sua volta il ragazzo, era spaventato dal suo grosso naso prominente, dalle orecchie scoperte e, soprattutto, da quegli occhietti minuscoli, neri e rotondi come bottoncini. Ma le ciglia di quegli occhi piccoli battevano per la paura e il cuore del vecchio scienziato si commosse leggendo il terrore, in quello sguardo. Così tese verso Elliott un dito, un lunghissimo dito. Elliott mandò uno strillo e fece un salto indietro, stringendosi al petto il sacco a pelo; l'extraterrestre fece un balzo in direzione opposta, inciampando ed emettendo uno squittio ultrasonico. Elliott stava battendo i denti, facendo un rumore come quello di un sacchetto di biglie di vetro. Gli tremavano anche le ginocchia e i capelli gli si erano drizzati sulla nuca. La creatura venuta dallo spazio provava intanto un nuovo approccio. L'antico viaggiatore tese la mano e l'aprì. Nel palmo vastissimo c'era l'ultima M&M, che già si scioglieva. Elliott contemplò la caramellina, poi contemplò il mostro. Il mostro indicò con il dito il palmo della mano, poi indicò la bocca. - Okay - disse a voce bassissima Elliott. Si aprì la giacca e tirò fuori il suo sacchetto di M&M; quindi indietreggiò lentamente, lasciando una la di caramelle attraverso il cortile. Il vecchio viaggiatore dello spazio gli andò dietro, raccogliendo le caramelle, ad una ad una, e ingoiandole avidamente. Raccogliendo le pasticchine, nì con l'attraversare piuttosto velocemente anche il prato, e prima ancora di accorgersene, si ritrovò nella casa dei Terrestri. Roteò gli occhi, spaventatissimo. Adesso il mondo alieno lo circondava da ogni parte: ogni angolo, ogni oggetto, ogni ombra era per il suo equilibrio un colpo tremendo. Ma doveva per forza resistere, se voleva riuscire a procurarsi quel cibo miracoloso. Seguì la la di caramelle su per una rampa di scale e poi per un corridoio no alla camera del ragazzo. Lì il bambino lo ricompensò con una manciata di M&M. E lui le divorò in un solo boccone. Sì, forse era stato un po' precipitoso, ma chissà che cosa sarebbe successo l'indomani? L'altoparlante del ragazzo rumoreggiò. - Mi chiamo Elliott. - I suoni erano caotici e incomprensibili. Ma qualunque essere disposto a spartire con altri un cibo così meraviglioso era meritevole della massima ducia. Adatt. da W. Kotzwinkle, E.T. L'extra-terrestre, Sperling & Kupfer 78

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