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IL RACCONTO DI FANTASCIENZA mano sul petto e aveva l'altra tesa in avanti, in un gesto melodrammatico comune agli attori e ai politicanti. - Amici! Romani! Cittadini! - Norby intonò la famosa battuta della scena madre del Giulio Cesare, la tragedia di Shakespeare. La voce del robot, un poco innaturale, risuonava attraverso l'altoparlante nascosto sotto il coperchio inamovibile: Norby parlava sempre attraverso il suo cappello, che all'occorrenza si sollevava appena quanto era necessario per mettere in mostra i suoi quattro occhi dall'espressione stranamente umana. Il robot puntò solennemente il braccio verso il terminale del computer, come se si stesse rivolgendo a una vasta platea: - Ascoltatemi! Io sono venuto per uccidere Cesare, non per supplicarlo... - Sarò io a uccidere te - lo interruppe Jeff, irritato - se non vai più che in fretta ad aggiustare il computer che governa la cucina! Norby sollevò le palpebre posteriori e sbirciò il ragazzo con aria annoiata. - Continui a perdere tempo con Shakespeare o cercando di ricordare come potresti tornare in quell'ignoto pianeta da cui provengono i tuoi componenti extraterrestri. - Se una cosa è certa, è che non sarai mai tu a scoprire di quale pianeta si tratta e come ci si può arrivare. Norby era sempre permaloso e polemico, per nulla arrendevole come i robot avrebbero il dovere di essere. - Voi esseri umani non avete mai messo il naso fuori dal vostro sistema solare e non avete sviluppato le facoltà telepatiche... - Per tutte le galassie! - si spazient Jeff. - A che serve che tu possa comunicare con me telepaticamente, se non te ne giovi per insegnarmi la Storia più in fretta? Il ragazzo gli voltò le spalle e tornò in cucina, rassegnato a pelare lui le patate per l'arrosto, un compito che avrebbe dovuto essere svolto dal computer di cucina. Norby gli trotterellò dietro... Adesso le sue gambe telescopiche erano ritirate quasi per intero, per cui appariva molto più piccolo e modesto. - Non mi sembri molto riconoscente - si lamentò - dell'aiuto che ti ho dato per prepararti all'esame di Swahili marziano, tanto da farti passare a pieni voti. - S , ma adesso ho bisogno di aiuto per l'esame di Storia! ribatté Jeff, esasperato. - Per essere un computer didattico, quale si suppone tu sia, si direbbe che tu stesso non conosca la materia che dovresti insegnarmi. - Ti dimostrerò il contrario - si vantò Norby. Per comprendere t Che cosa dovrebbe aggiustare Norby in cucina? t Perché Norby è diverso da tutti gli altri robot personali? t Sottolinea nel testo le espressioni che si riferiscono al carattere e alle emozioni del robot e riportale sotto. t Per quale materia Jeff ha bisogno dell aiuto di Norby? I. Asimov, I segreti di Norby, Mondadori 75
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