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IL TESTO NARRATIVO «Sì... sì, andiamo balbetta Giovanni senza togliermi gli occhi di dosso, come se potessi mollargli un pugno nello stomaco da un momento all'altro. Ma io non voglio picchiare proprio nessuno, anzi. E non voglio nemmeno che abbiano paura di me. Me ne sto lì come uno stupido. Vorrei rimanere un po' con loro, festeggiare insieme la vittoria. Potrei comprare il gelato per tutti. Ma come faccio a dirglielo? E se poi non mi vogliono? Mi innervosisco, stringo i pugni e comincio a ringhiare piano: «Grrr... «Lello, vieni? mi chiede Giorgio. Fisso le mie scarpe impolverate. Stringo più forte i pugni, non riesco a rispondere e allora faccio "sì" con la testa. Il ringhio preme più forte alla gola, e poi nalmente si scioglie in una parola: «GRRR... GRRRAZIE!!! . Scrivi tu Immagina di inviare una lettera a Lello. t Che cosa gli scriveresti per offrigli qualche consiglio su come comportarsi per sentirsi meglio con se stesso e con i compagni? Pina Varriale, Lello il bullo, Mondadori Esplora il testo Nel testo sono state evidenziate con il rosso le riflessioni del protagonista. Dopo aver letto il racconto segna la risposta isposta che è più giusta. v Nella prima e nella seconda riflessione one Lello comincia a rendersi conto di provare: un senso di inadeguatezza per aver fatto una cosa sbagliata. piacere e soddisfazione per il riconoscimento scimento ottenuto. fastidio dell'essere al centro dell'attenzione. nzione. v Nelle ultime due riflessioni si capisce ce che il problema di Lello è: la sua pigrizia che lo porta a starsenee sempre in casa. la paura di non essere accettato daglili altri. la sua timidezza eccessiva che lo isolaa dagli altri. v Le riflessioni del protagonista: sono utili per la descrizione degli ambienti. bienti. sono inutili e rallentano la narrazione. e. aiutano a capire le sue reali emozioni.i. 37

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