Anche i bulli hanno un cuore

il TESTO NARRATIVO La riflessione nel racconto In un racconto oltre ai dialoghi e alle descrizioni, possiamo trovare delle riflessioni. Attraverso di esse il narratore o i personaggi esprimono ciò che pensano o che provano rispetto a quello che sta succedendo o che potrebbe succedere. Le riflessioni possono essere espresse attraverso brevi frasi anche sotto forma di domande. Le sequenze riflessive consentono al lettore di comprendere meglio l'interiorità del personaggio o il punto di vista del narratore. 36 Anche i bulli hanno un cuore Lello si comporta da piccolo bullo: tra i banchi comanda lui e tutti gli stanno alla larga. Ma quando viene invitato a giocare a pallone, si scopre che sotto quella prepotenza Lello nasconde in realtà tanta timidezza. E chi se lo aspettava... Ho scoperto che fare il portiere è proprio divertente. Sbuffo come un toro e carico come un bufalo inferocito, e quando faccio gli occhiacci e grido: «Grrr! gli avversari se la fanno sotto dallo spavento. Che ridere! Anche meglio degli scherzi che faccio in classe. Certo, la stazza è fondamentale per un portiere, e quella non mi manca, ma sono anche veloce e non ho paura di tuffarmi. Non c'è pallone che mi sfugga, li acchiappo tutti. A fare il tifo è venuta pure la maestra Laura. «Bravo, Lello! esclama quando paro un tiro potentissimo all'incrocio dei pali. Bravo a me? Questa poi... Di solito mi dice sempre e solo "Sta' zitto". vero, sono stato bravo. Però sentirlo dire da lei, davanti a tutti, mi fa uno strano effetto. Forse un po' mi piace. Ma solo un po'. «Vittoria! Vittoria! urla la maestra quando Felice, il bidello, schia la ne della partita. «Abbiamo vinto, Lello, ci pensi? Li abbiamo battuti. Ed è tutto merito tuo! esclama Giorgio. «Che esagerato borbotto. Non so che dire, mi sento in imbarazzo, e poi inizio a sentire anche qualcos'altro. Una specie di calore, ma diverso da quello che viene quando si fa fatica. Come un capogiro, ma che ti fa stare bene. «Lello è proprio un campione, vero ragazzi? chiede Giorgio ai nostri compagni. Fabrizio, Paolino e gli altri se ne stanno a distanza di sicurezza. Lo so che non mi volevano in squadra, ma alla ne Giorgio li ha convinti. Solo perché non avevano altra scelta, è chiaro. Paolino accenna di sì con la testa, ma si vede che sta soltanto cercando di non innervosirmi. Fabrizio fa un passo indietro, poi dice agli altri: «Be', andiamo?
Anche i bulli hanno un cuore