Verifica delle competenze: Salviamo in nostro giardino

VERIFICA delle COMPETENZE Salviamo il nostro giardino Il Consiglio Comunale sta discutendo se eliminare il giardino pubblico del nostro quartiere, per costruire un nuovo centro commerciale. Io non voglio che il nostro giardino scompaia, perché tutti i ragazzi si trovano lì a giocare a calcio e a chiacchierare e perché è l'unica zona verde in questa parte della città; inoltre l'inserimento di un centro commerciale danneggerebbe i piccoli negozi di quartiere. Tuttavia, chi sostiene l'importanza dell'apertura del centro commerciale, dice che così sarebbero attirate nella nostra zona molte più persone di quanto avviene ora; perché ormai la gente ha poco tempo per le spese e preferisce trovare tutto a portata di mano e a prezzo minore rispetto ai negozi; per non parlare poi del fatto che i ragazzi si trovano ormai proprio nei centri commerciali nei pomeriggi liberi, tra negozi, bar, sale gioco e cinema. Dunque, secondo loro, sarebbe un'innovazione importante l'introduzione del centro commerciale, come se improvvisamente il nostro quartiere uscisse dal passato ed entrasse nel presente. E se non fosse così? Un antropologo contemporaneo, Marc Augé, sostiene che la nostra società stia creando sempre più spesso luoghi costruiti in modo sostanzialmente identico, come appunto i centri commerciali, all'interno dei quali si potrebbe essere nella propria città come in un altro continente senza grande differenza. Costruendo il centro commerciale è proprio la nostra autenticità che verrebbe a mancare e io non voglio rinunciare alle persone e ai luoghi che conosco, al mercato in piazza, alle panchine dove ci troviamo ogni pomeriggio, perché questo è il centro del mio mondo. A. Barabino - N. Marino, Gli anni in tasca, SEI 228

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