Sul monte Taigeto

ELEMENTI del RACCONTO STORICO ON il TE ST VO ATI R AR PERSONAGGI LUOGHI FATTI STORICI TERMINI STORICI ELEMENTI INVENTATI PARTICOLARI DELL'EPOCA Sul monte Taigeto V secolo a.C., Sparta. Sul monte Taigeto gli iloti, servi dei nobili spartani, salvano un bambino che era stato abbandonato perché imperfetto. Secondo la logica del tempo, infatti, solo i più forti potevano vivere nella città di Sparta. Il bimbo diventerà uomo e guerriero e riuscirà a salvare la città dai Persiani. - Krios! Krios! Per tutti gli dèi, vuoi fermarti? Vieni qua, ti dico! - Il cagnolino incurante dei richiami scendeva trotterellando deciso lungo il sentiero, sollevando spruzzi dalle pozzanghere mentre il vecchio pastore lo seguiva con passo incerto lungo il sentiero del Monte Taigeto. La bestiola puntò decisa alla base di un leccio e si fermò uggiolando e agitando la coda. - Per Zeus e per Eracle, cos'hai trovato stavolta? - borbottava il vecchio. Sarà forse un cucciolo d'orso? - Il vecchio, giunto ormai dove il cane si era arrestato, restò improvvisamente immobile, così piegato a mezzo: - Non è un cucciolo d'orso, Krios, - borbottò - è un cucciolo d'uomo... forse di un anno o poco più... vediamo - disse poi aprendo l'involto; ma come ebbe visto il piccolo che si muoveva appena, intirizzito com'era, un'espressione grave gli si dipinse in volto: - Ti hanno abbandonato - disse. - Certo hai qualche difetto che ti avrebbe impedito di diventare un guerriero. E ora, che faremo, Krios? Lo abbandoneremo anche noi? No, no, Krios, gli iloti non abbandonano i bambini... Lo prenderemo con noi - decise, accogliendo il fagotto dal cavo della pianta. - E vedrai che si salverà... E ora torniamo, che abbiamo lasciato il gregge incustodito. Il vecchio si avviò seguito dal cane e poco dopo varcò il recinto di una fattoria. Spinse la porta della capanna ed entrò: - Guarda cosa ho trovato, glia - disse rivolto a una donna non più giovane intenta a cagliare un gran vaso di latte. La donna, con mossa esperta, sollevata con un telo la cagliata, l'appese a un uncino che pendeva dal sof tto e si avvicinò al vecchio che, appoggiato il fagotto su una panca, l'andava aprendo con circospezione: - Ecco, vedi, l'ho trovato poco fa nel cavo del leccio grande... certo uno di loro... devono averlo abbandonato questa notte col favore del buio e del brutto tempo. Certo ha un difetto... forse quel piedino... vedi? Non lo muove. Lo sai, quando non sono perfetti nel corpo li lasciano ai lupi, maledetti... Ma Krios lo ha scoperto e io voglio tenerlo. Il piccolo camminerà e sarà più forte e abile degli altri ragazzi. La sventura rende più dure le membra degli uomini, più acuti i loro occhi, più rapida la mente... Adatt. da V. M. Manfredi, Lo scudo di Talos, Mondadori 104

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