Un ladro troppo goloso!

Il testo narrativo Il racconto giallo La prova del reato Un ladro troppo goloso! Pelle Muschel è un falsario con un debole per la cioccolata… Una passione che lo porterà a compiere un colpo maldestro. La vera professione di Pelle Muschel era falsificare assegni e passaporti. E se, nonostante questo, era soprannominato Pralina, ciò era dovuto alla sua inesauribile passione per la cioccolata. Per la cioccolata, Pelle era disposto a tutto. La polizia sapeva di questa sua passione, ma non era mai riuscita a cogliere Pelle con le mani nel sacco, o a raccogliere indizi che dimostrassero la sua colpevolezza. Ma si arrivò al 10 marzo, giorno in cui Pralina decise di andare a fare provviste, dal momento che le sue scorte iniziavano a scarseggiare. Scelse come luogo d’azione la “Bonbonniere”, un negozio di cioccolato situato dall’altra parte della città. A mezzanotte e venti salì in macchina. Deve essere stato il pensiero delle delizie che lo aspettavano, a renderlo incauto; non si accorse, infatti, che, in pieno centro urbano, stava superando di gran lunga il limite di velocità. Soltanto quando vide affiancarsi una macchina della polizia, capì quello che stava succedendo. Pagò la multa senza fiatare e infilò la ricevuta nella fodera del cappello, come era solito fare con altri appunti e foglietti più o meno importanti. Alle 0.55 arrivò nelle vicinanze della “Bonbonniere”, parcheggiò vicino a una gigantesca insegna pubblicitaria e prese dal bagagliaio una capace borsa da viaggio. All’1.10 aveva già forzato le due serrature e si trovava all’interno del negozio, che un lampione della strada illuminava sufficientemente. Pelle Muschel inspirava con gli occhi chiusi il profumo aromatico tipico dei negozi di dolciumi. Poi si tolse il cappotto, posò il cappello su una statuetta di vetro e si dedicò interamente alla sua prima scorpacciata. All’1.40 aveva ingerito complessivamente quattro tavolette di cioccolata e il contenuto di un grande vassoio di cioccolatini. All’1.45 iniziò finalmente a riempire la borsa. Proprio mentre era in procinto di sistemare le ultime tavolette di cioccolata nel cappotto, sentì una sirena della polizia. Fu preso dal panico. A velocità supersonica si infilò il cappotto, afferrò la borsa e se la svignò. Alle 2.20 rientrò indisturbato a casa. Non poteva sapere che la pattuglia della polizia si stava recando sul luogo di un incidente, e che il furto alla “Bonbonniere” sarebbe stato scoperto solo alle otto di mattina. Il proprietario chiamò subito la polizia, che arrivò già alle 8.20. E dopo il destino prese il suo corso. Pelle Muschel, detto Pralina, aveva commesso un errore madornale. Quando i poliziotti, alle 10.30, suonarono alla sua porta, capì in un attimo: era stato lui a mettere i tutori della legge sulle proprie tracce… aveva dimenticato nel negozio il cappello con la multa dove era scritto il suo nome, il luogo e l’ora in cui era stato multato! W. Ecke, La casa dei 99 fantasmi, Edizioni EL Rifletto sulla lingua Sottolinea nel testo tutti i verbi alla forma passiva di rosso e quelli alla forma riflessiva di blu. Scrivi tu Cosa dirà Pelle Muschel ai poliziotti? Riuscirà a inventare un alibi credibile? O magari a farsi perdonare dal proprietario della “Bonbonniere”? Scrivi il finale della storia sul tuo quaderno. Esplora il testo Il protagonista del racconto è: il colpevole del reato. l’investigatore. Il tempo della storia è: ben precisato. indefinito. La prova del reato è un elemento che stabilisce con certezza chi è il colpevole. In questo racconto, la prova del reato è: la multa con il nome di Pralina. il vassoio di cioccolatini vuoto. le carte delle tavolette. Per comprendere Che cosa intende Pralina per “andare a fare provviste”? Dove infila la ricevuta della multa? Perché dimentica il cappello nel negozio? Quali reati commette Pralina nel corso della stessa sera? Quanto tempo passa tra l'arrivo di Pralina alla “Bonbonniere” e il suo rientro a casa?
Il testo narrativo   Il racconto giallo La prova del reato Un ladro troppo goloso! Pelle Muschel è un falsario con un debole per la cioccolata… Una passione che lo porterà a compiere un colpo maldestro. La vera professione di Pelle Muschel era falsificare assegni e passaporti. E se, nonostante questo, era soprannominato Pralina, ciò era dovuto alla sua inesauribile passione per la cioccolata. Per la cioccolata, Pelle era disposto a tutto. La polizia sapeva di questa sua passione, ma non era mai riuscita a cogliere Pelle con le mani nel sacco, o a raccogliere indizi che dimostrassero la sua colpevolezza. Ma si arrivò al 10 marzo, giorno in cui Pralina decise di andare a fare provviste, dal momento che le sue scorte iniziavano a scarseggiare. Scelse come luogo d’azione la “Bonbonniere”, un negozio di cioccolato situato dall’altra parte della città. A mezzanotte e venti salì in macchina. Deve essere stato il pensiero delle delizie che lo aspettavano, a renderlo incauto; non si accorse, infatti, che, in pieno centro urbano, stava superando di gran lunga il limite di velocità. Soltanto quando vide affiancarsi una macchina della polizia, capì quello che stava succedendo. Pagò la multa senza fiatare e infilò la ricevuta nella fodera del cappello, come era solito fare con altri appunti e foglietti più o meno importanti. Alle 0.55 arrivò nelle vicinanze della “Bonbonniere”, parcheggiò vicino a una gigantesca insegna pubblicitaria e prese dal bagagliaio una capace borsa da viaggio. All’1.10 aveva già forzato le due serrature e si trovava all’interno del negozio, che un lampione della strada illuminava sufficientemente. Pelle Muschel inspirava con gli occhi chiusi il profumo aromatico tipico dei negozi di dolciumi. Poi si tolse il cappotto, posò il cappello su una statuetta di vetro e si dedicò interamente alla sua prima scorpacciata. All’1.40 aveva ingerito complessivamente quattro tavolette di cioccolata e il contenuto di un grande vassoio di cioccolatini. All’1.45 iniziò finalmente a riempire la borsa. Proprio mentre era in procinto di sistemare le ultime tavolette di cioccolata nel cappotto, sentì una sirena della polizia. Fu preso dal panico. A velocità supersonica si infilò il cappotto, afferrò la borsa e se la svignò. Alle 2.20 rientrò indisturbato a casa. Non poteva sapere che la pattuglia della polizia si stava recando sul luogo di un incidente, e che il furto alla “Bonbonniere” sarebbe stato scoperto solo alle otto di mattina. Il proprietario chiamò subito la polizia, che arrivò già alle 8.20. E dopo il destino prese il suo corso. Pelle Muschel, detto Pralina, aveva commesso un errore madornale. Quando i poliziotti, alle 10.30, suonarono alla sua porta, capì in un attimo: era stato lui a mettere i tutori della legge sulle proprie tracce… aveva dimenticato nel negozio il cappello con la multa dove era scritto il suo nome, il luogo e l’ora in cui era stato multato! W. Ecke, La casa dei 99 fantasmi, Edizioni EL Rifletto sulla lingua  Sottolinea nel testo tutti i verbi alla forma passiva di rosso e quelli alla forma riflessiva di blu. Scrivi tu Cosa dirà Pelle Muschel ai poliziotti? Riuscirà a inventare un alibi credibile? O magari a farsi perdonare dal proprietario della “Bonbonniere”?  Scrivi il finale della storia sul tuo quaderno. Esplora il testo  Il protagonista del racconto è:   il colpevole del reato.   l’investigatore.  Il tempo della storia è:   ben precisato.   indefinito.  La prova del reato è un elemento che stabilisce con certezza chi è il colpevole. In questo racconto, la prova del reato è:   la multa con il nome di Pralina.   il vassoio di cioccolatini vuoto.   le carte delle tavolette. Per comprendere  Che cosa intende Pralina per “andare a fare provviste”?      Dove infila la ricevuta della multa?    Perché dimentica il cappello nel negozio?    Quali reati commette Pralina nel corso della stessa sera?      Quanto tempo passa tra l'arrivo di Pralina alla “Bonbonniere” e il suo rientro a casa?