Un robot in casa

Il testo narrativo Il racconto di fantascienza I robot Un robot in casa Norby è un robot di seconda mano, piuttosto stravagante ed in grado di provare sentimenti umani. È un robot didattico e dovrebbe aiutare Jeff a fare i compiti e risolvere piccoli problemi domestici… Jefferson Welis stava seduto davanti allo schermo del computer principale, sforzandosi di concentrarsi al massimo su ciò che stava studiando, la storia della Terra. - Ehi, Norby! - chiamò ad alta voce. - Mi auguro che stavolta tu sia riuscito a riparare il computer della cucina senza fare disastri. Non ricevette risposta. - Norby! Jeff, che aveva gambe molto lunghe per un quattordicenne, raggiunse la cucina in quattro salti. Scosse la testa, desolato. Conosceva un sacco di gente che possedeva un robot personale, ma egli era l'unico ad averne uno che era stato rimesso insieme alla meglio, con pezzi di fortuna. Unse il pollo frettolosamente, mugugnando tra sé, poi attraversò a grandi passi il salotto e andò in camera da letto. Norby era là, davanti all'altro terminale del computer principale, con gli occhi posteriori strettamente chiusi. Dal riflesso sul monitor, Jeff si accorse che il secondo paio d'occhi del robot, dall'altra parte della testa, era spalancato e osservava con attenzione le parole che scorrevano sullo schermo rapidamente: Norby era in grado di leggere ancor più velocemente di quanto la gente normale possa pensare, ciò tanto più quando teneva chiuso un paio d'occhi e si concentrava tutto sull'altro paio. Il corpo di Norby (un barilotto metallico alto una sessantina di centimetri) si dondolò sulle gambe telescopiche, i cui piedi erano formati da due dischi a ventosa. In quel momento le gambe erano allungate al massimo, come le braccia snodabili dalle strane mani bifronti. Il robot si premeva una mano sul petto e aveva l'altra tesa in avanti, in un gesto melodrammatico comune agli attori e ai politicanti. - “Amici! Romani! Cittadini!”- Norby intonò la famosa battuta della scena madre del Giulio Cesare, la tragedia di Shakespeare. La voce del robot, un poco innaturale, risuonava attraverso l'altoparlante nascosto sotto il coperchio inamovibile: Norby parlava sempre attraverso il suo cappello, che all'occorrenza si sollevava appena quanto era necessario per mettere in mostra i suoi quattro occhi dall'espressione stranamente umana. Il robot puntò solennemente il braccio verso il terminale del computer, come se si stesse rivolgendo a una vasta platea: - “Ascoltatemi! Io sono venuto per uccidere Cesare, non per supplicarlo…” - Sarò io a uccidere te - lo interruppe Jeff, irritato - se non vai più che in fretta ad aggiustare il computer che governa la cucina! Norby sollevò le palpebre posteriori e sbirciò il ragazzo con aria annoiata. - Continui a perdere tempo con Shakespeare o cercando di ricordare come potresti tornare in quell'ignoto pianeta da cui provengono i tuoi componenti extraterrestri. - Se una cosa è certa, è che non sarai mai tu a scoprire di quale pianeta si tratta e come ci si può arrivare. Norby era sempre permaloso e polemico, per nulla arrendevole come i robot avrebbero il dovere di essere. - Voi esseri umani non avete mai messo il naso fuori dal vostro sistema solare e non avete sviluppato le facoltà telepatiche… - Per tutte le galassie! - si spazientí Jeff. - A che serve che tu possa comunicare con me telepaticamente, se non te ne giovi per insegnarmi la Storia più in fretta? Il ragazzo gli voltò le spalle e tornò in cucina, rassegnato a pelare lui le patate per l'arrosto, un compito che avrebbe dovuto essere svolto dal computer di cucina. Norby gli trotterellò dietro… Adesso le sue gambe telescopiche erano ritirate quasi per intero, per cui appariva molto più piccolo e modesto. - Non mi sembri molto riconoscente - si lamentò - dell'aiuto che ti ho dato per prepararti all'esame di Swahili marziano, tanto da farti passare a pieni voti. - Sí, ma adesso ho bisogno di aiuto per l'esame di Storia! - ribatté Jeff, esasperato. - Per essere un computer didattico, quale si suppone tu sia, si direbbe che tu stesso non conosca la materia che dovresti insegnarmi. - Ti dimostrerò il contrario - si vantò Norby. I. Asimov, I segreti di Norby, Mondadori Per saperne di più William Shakespeare (1564-1616) era un drammaturgo e poeta inglese. È considerato il più grande autore di testi teatrali di tutti i tempi. Da secoli le tragedie e le commedie nate dalla sua penna continuano ad essere rappresentate in ogni angolo del pianeta. Esplora il testo Dove si svolge la vicenda? In quale tempo si svolge la vicenda? In un antico passato. Ai nostri tempi. In un futuro lontano. Qual è il personaggio umano? Sottolinea di rosso le descrizioni che lo riguardano. Il personaggio tipico del racconto di fantascienza è: un marziano. un alieno. un robot. Sottolinea di blu le descrizioni che riguardano il robot. Per comprendere Che cosa dovrebbe aggiustare Norby in cucina? Perché Norby è diverso da tutti gli altri robot personali? Sottolinea nel testo le espressioni che si riferiscono al carattere e alle emozioni del robot e riportale sotto. Per quale materia Jeff ha bisogno dell’aiuto di Norby?
Il testo narrativo   Il racconto di fantascienza I robot Un robot in casa Norby è un robot di seconda mano, piuttosto stravagante ed in grado di provare sentimenti umani. È un robot didattico e dovrebbe aiutare Jeff a fare i compiti e risolvere piccoli problemi domestici… Jefferson Welis stava seduto davanti allo schermo del computer principale, sforzandosi di concentrarsi al massimo su ciò che stava studiando, la storia della Terra. - Ehi, Norby! - chiamò ad alta voce. - Mi auguro che stavolta tu sia riuscito a riparare il computer della cucina senza fare disastri. Non ricevette risposta. - Norby! Jeff, che aveva gambe molto lunghe per un quattordicenne, raggiunse la cucina in quattro salti. Scosse la testa, desolato. Conosceva un sacco di gente che possedeva un robot personale, ma egli era l'unico ad averne uno che era stato rimesso insieme alla meglio, con pezzi di fortuna. Unse il pollo frettolosamente, mugugnando tra sé, poi attraversò a grandi passi il salotto e andò in camera da letto. Norby era là, davanti all'altro terminale del computer principale, con gli occhi posteriori strettamente chiusi. Dal riflesso sul monitor, Jeff si accorse che il secondo paio d'occhi del robot, dall'altra parte della testa, era spalancato e osservava con attenzione le parole che scorrevano sullo schermo rapidamente: Norby era in grado di leggere ancor più velocemente di quanto la gente normale possa pensare, ciò tanto più quando teneva chiuso un paio d'occhi e si concentrava tutto sull'altro paio. Il corpo di Norby (un barilotto metallico alto una sessantina di centimetri) si dondolò sulle gambe telescopiche, i cui piedi erano formati da due dischi a ventosa. In quel momento le gambe erano allungate al massimo, come le braccia snodabili dalle strane mani bifronti. Il robot si premeva una mano sul petto e aveva l'altra tesa in avanti, in un gesto melodrammatico comune agli attori e ai politicanti. - “Amici! Romani! Cittadini!”- Norby intonò la famosa battuta della scena madre del Giulio Cesare, la tragedia di Shakespeare. La voce del robot, un poco innaturale, risuonava attraverso l'altoparlante nascosto sotto il coperchio inamovibile: Norby parlava sempre attraverso il suo cappello, che all'occorrenza si sollevava appena quanto era necessario per mettere in mostra i suoi quattro occhi dall'espressione stranamente umana. Il robot puntò solennemente il braccio verso il terminale del computer, come se si stesse rivolgendo a una vasta platea: - “Ascoltatemi! Io sono venuto per uccidere Cesare, non per supplicarlo…” - Sarò io a uccidere te - lo interruppe Jeff, irritato - se non vai più che in fretta ad aggiustare il computer che governa la cucina! Norby sollevò le palpebre posteriori e sbirciò il ragazzo con aria annoiata. - Continui a perdere tempo con Shakespeare o cercando di ricordare come potresti tornare in quell'ignoto pianeta da cui provengono i tuoi componenti extraterrestri. - Se una cosa è certa, è che non sarai mai tu a scoprire di quale pianeta si tratta e come ci si può arrivare. Norby era sempre permaloso e polemico, per nulla arrendevole come i robot avrebbero il dovere di essere. - Voi esseri umani non avete mai messo il naso fuori dal vostro sistema solare e non avete sviluppato le facoltà telepatiche… - Per tutte le galassie! - si spazientí Jeff. - A che serve che tu possa comunicare con me telepaticamente, se non te ne giovi per insegnarmi la Storia più in fretta? Il ragazzo gli voltò le spalle e tornò in cucina, rassegnato a pelare lui le patate per l'arrosto, un compito che avrebbe dovuto essere svolto dal computer di cucina. Norby gli trotterellò dietro… Adesso le sue gambe telescopiche erano ritirate quasi per intero, per cui appariva molto più piccolo e modesto. - Non mi sembri molto riconoscente - si lamentò - dell'aiuto che ti ho dato per prepararti all'esame di Swahili marziano, tanto da farti passare a pieni voti. - Sí, ma adesso ho bisogno di aiuto per l'esame di Storia! - ribatté Jeff, esasperato. - Per essere un computer didattico, quale si suppone tu sia, si direbbe che tu stesso non conosca la materia che dovresti insegnarmi. - Ti dimostrerò il contrario - si vantò Norby. I. Asimov, I segreti di Norby, Mondadori Per saperne di più William Shakespeare (1564-1616) era un drammaturgo e poeta inglese. È considerato il più grande autore di testi teatrali di tutti i tempi. Da secoli le tragedie e le commedie nate dalla sua penna continuano ad essere rappresentate in ogni angolo del pianeta. Esplora il testo  Dove si svolge la vicenda?    In quale tempo si svolge la vicenda?   In un antico passato.   Ai nostri tempi.   In un futuro lontano.  Qual è il personaggio umano?    Sottolinea di rosso le descrizioni che lo riguardano.  Il personaggio tipico del racconto di fantascienza è:   un marziano.   un alieno.   un robot.  Sottolinea di blu le descrizioni che riguardano il robot. Per comprendere  Che cosa dovrebbe aggiustare Norby in cucina?      Perché Norby è diverso da tutti gli altri robot personali?          Sottolinea nel testo le espressioni che si riferiscono al carattere e alle emozioni del robot e riportale sotto.          Per quale materia Jeff ha bisogno dell’aiuto di Norby?