Il drago di Pendor

Il testo narrativo Il racconto fantasy Fatti inverosimili Il drago di Pendor Ged, un giovane pastore dotato di poteri straordinari, affronta il drago che ha occupato l'isola di Pendor e che minaccia il resto dell'arcipelago. In quelle terre conoscere il vero nome di qualcuno significa avere potere su di lui… A Ged apparve il drago di Pendor. La sua testa, crestata di aculei e munita di una lingua trifida(1), si levò più alta della torre diroccata, e le zampe anteriori poggiavano sulle macerie della città sottostante. Era scarno come un segugio e immenso come una collina. Ged lo guardò sgomento. Nessun canto, nessuna leggenda poteva preparare la mente a quella vista. Per poco non fissò negli occhi il drago: sarebbe stato perduto, se l'avesse fatto, perché nessuno può guardare un drago negli occhi. Distolse lo sguardo dai verdi occhi oleosi che lo scrutavano, e tenne davanti a sé il bastone che adesso gli sembrava un fuscello. Era difficile non guardare quegli occhi verdi e penetranti. - Sei un mago molto giovane - disse il drago. - È per chiedere il mio aiuto che sei venuto qui, piccolo mago? - No, drago. Sono venuto per concludere con te un patto. Affilata come una spada, ma cinque volte più lunga di una spada, la punta della coda del drago s'inarcò, come quella di uno scorpione, sul dorso corazzato, al di sopra della torre. Seccamente, il drago disse: - Io non concludo patti. Io prendo. Cos'hai da offrirmi che io non possa prenderti quando voglio? - La salvezza. La tua salvezza. Giura che non volerai mai a est di Pendor, e io giurerò di non farti del male. Dalla gola del drago uscì un suono stridente come lo scroscio di una frana lontana. - Tu mi offri la salvezza! Tu mi minacci! Con che cosa? - Col tuo nome, Yevaud. La voce di Ged pronunciò il nome forte e chiaro. A quel suono il vecchio drago restò immobile. Ged continuò: - Siamo pari, Yevaud. Tu hai la tua forza: io ho il nome. Sei disposto a concludere il patto? Quando pronunciò il nome del drago fu come se tenesse l'essere enorme per un guinzaglio, stringendolo alla gola. Ged parlò di nuovo: - Yevaud! Giura per il tuo nome che tu e i tuoi figli non verrete mai nell'arcipelago! Le fiamme eruppero all'improvviso dalle fauci del drago, che disse: - Lo giuro per il mio nome! Poi sull'isola scese il silenzio, e Yevaud abbassò l'enorme testa. Quando la rialzò e guardò, il mago se n'era andato e la vela dell'imbarcazione era un puntolino bianco sulle onde, verso occidente. In preda alla rabbia, il vecchio drago di Pendor s'innalzò, sbattendo le ali che erano ampie quanto la città in rovina. Ma il suo giuramento lo tratteneva: non volò, né allora né mai, verso l'arcipelago. da U.K. Le Guin, La saga di Earthsea, Editrice Nord Capire le parole (1) Trifida: a tre punte. Se ne parla in geografia Un arcipelago è un gruppo di isole vicine le une alle altre, situate nello stesso mare e con caratteristiche morfologiche simili. Esplora il testo Sottolinea nel testo la descrizione del drago di Pendor. Come appare il drago? Enorme e minaccioso. Gigante e socievole. Riordina, numerandoli, i fatti del racconto. Il drago si oppone seccamente. Ged incontra il drago Pendor. Ged propone un patto al drago. Ged chiede al drago di non andare oltre l’arcipelago. Ged convince il drago pronunciando il suo vero nome “Yevaud”. Ged riesce a non guardare il drago negli occhi. Il drago chiede a Ged se ha bisogno di aiuto. Per comprendere Nel genere fantasy spesso si utilizzano le similitudini. In questo racconto ce ne sono molte, scrivi il significato di ognuna di esse. - “Scarno come un segugio”: - “Immenso come una collina”: - “Affilata come una spada”: - “Si inarcò come quella di uno scorpione”: - “Un suono stridente come lo scroscio di una frana lontana”: - “Fu come se tenesse l'essere enorme per un guinzaglio”:
Il testo narrativo   Il racconto fantasy Fatti inverosimili Il drago di Pendor Ged, un giovane pastore dotato di poteri straordinari, affronta il drago che ha occupato l'isola di Pendor e che minaccia il resto dell'arcipelago. In quelle terre conoscere il vero nome di qualcuno significa avere potere su di lui… A Ged apparve il drago di Pendor. La sua testa, crestata di aculei e munita di una lingua trifida(1), si levò più alta della torre diroccata, e le zampe anteriori poggiavano sulle macerie della città sottostante. Era scarno come un segugio e immenso come una collina. Ged lo guardò sgomento. Nessun canto, nessuna leggenda poteva preparare la mente a quella vista. Per poco non fissò negli occhi il drago: sarebbe stato perduto, se l'avesse fatto, perché nessuno può guardare un drago negli occhi. Distolse lo sguardo dai verdi occhi oleosi che lo scrutavano, e tenne davanti a sé il bastone che adesso gli sembrava un fuscello. Era difficile non guardare quegli occhi verdi e penetranti. - Sei un mago molto giovane - disse il drago. - È per chiedere il mio aiuto che sei venuto qui, piccolo mago? - No, drago. Sono venuto per concludere con te un patto. Affilata come una spada, ma cinque volte più lunga di una spada, la punta della coda del drago s'inarcò, come quella di uno scorpione, sul dorso corazzato, al di sopra della torre. Seccamente, il drago disse: - Io non concludo patti. Io prendo. Cos'hai da offrirmi che io non possa prenderti quando voglio? - La salvezza. La tua salvezza. Giura che non volerai mai a est di Pendor, e io giurerò di non farti del male. Dalla gola del drago uscì un suono stridente come lo scroscio di una frana lontana. - Tu mi offri la salvezza! Tu mi minacci! Con che cosa? - Col tuo nome, Yevaud. La voce di Ged pronunciò il nome forte e chiaro. A quel suono il vecchio drago restò immobile. Ged continuò: - Siamo pari, Yevaud. Tu hai la tua forza: io ho il nome. Sei disposto a concludere il patto? Quando pronunciò il nome del drago fu come se tenesse l'essere enorme per un guinzaglio, stringendolo alla gola. Ged parlò di nuovo: - Yevaud! Giura per il tuo nome che tu e i tuoi figli non verrete mai nell'arcipelago! Le fiamme eruppero all'improvviso dalle fauci del drago, che disse: - Lo giuro per il mio nome! Poi sull'isola scese il silenzio, e Yevaud abbassò l'enorme testa. Quando la rialzò e guardò, il mago se n'era andato e la vela dell'imbarcazione era un puntolino bianco sulle onde, verso occidente. In preda alla rabbia, il vecchio drago di Pendor s'innalzò, sbattendo le ali che erano ampie quanto la città in rovina. Ma il suo giuramento lo tratteneva: non volò, né allora né mai, verso l'arcipelago. da U.K. Le Guin, La saga di Earthsea, Editrice Nord Capire le parole (1) Trifida: a tre punte. Se ne parla in geografia  Un arcipelago è un gruppo di isole vicine le une alle altre, situate nello stesso mare e con caratteristiche morfologiche simili. Esplora il testo  Sottolinea nel testo la descrizione del drago di Pendor.  Come appare il drago?   Enorme e minaccioso.   Gigante e socievole.  Riordina, numerandoli, i fatti del racconto.   Il drago si oppone seccamente.   Ged incontra il drago Pendor.   Ged propone un patto al drago.   Ged chiede al drago di non andare oltre l’arcipelago.   Ged convince il drago pronunciando il suo vero nome “Yevaud”.   Ged riesce a non guardare il drago negli occhi.   Il drago chiede a Ged se ha bisogno di aiuto. Per comprendere  Nel genere fantasy spesso si utilizzano le similitudini. In questo racconto ce ne sono molte, scrivi il significato di ognuna di esse. - “Scarno come un segugio”:   - “Immenso come una collina”:   - “Affilata come una spada”:   - “Si inarcò come quella di uno scorpione”:   - “Un suono stridente come lo scroscio di una frana lontana”:   - “Fu come se tenesse l'essere enorme per un guinzaglio”: