Il racconto umoristico: La valigia

Il testo narrativo Il racconto umoristico La valigia Il protagonista di questo racconto è in partenza e si trova a preparare il bagaglio per sé e per i suoi due amici, ma… avrà preso tutto? Dissi a George e ad Harris che avrei provveduto io a fare i bagagli. Mi vanto alquanto della mia abilità nel riporre la roba. Fare i bagagli è una delle tante cose nelle quali sento di essere più esperto di qualsiasi altra persona al mondo. Cominciai a metter via ogni cosa. Il lavoro risultò essere molto più lungo di quanto avessi creduto; ma finalmente terminai di riempire la valigia, e vi sedetti su, e strinsi le cinghie. - Non ce li metti gli stivali? - domandò Harris. Mi guardai attorno e constatai che li avevo dimenticati. Ecco com’è Harris. Si era ben guardato dal pronunciare una parola prima che io avessi chiuso la valigia e stretto le cinghie, naturalmente. E George rise, con una di quelle sue risatine esasperanti, insensate, simili al raglio di un somaro, che mi rendono furente. Riaprii la valigia e vi ficcai dentro gli stivali; poi, proprio mentre stavo per richiuderla, mi balenò nella mente un’idea orribile. Avevo ricordato di metterci lo spazzolino da denti? Non so come sia, ma non riesco mai a ricordare se ho già messo nella valigia lo spazzolino da denti. Lo spazzolino da denti è un oggetto che mi ossessiona quando viaggio. Sogno di non averlo messo nella valigia, mi sveglio di soprassalto, madido di freddo sudore, e salto giù dal letto e do la caccia allo spazzolino. Poi, al mattino dopo, lo metto nella valigia prima di essermene servito, e devo riaprire la valigia per prenderlo; e, naturalmente, è sempre l’ultimo oggetto che vi trovo; in seguito, rifaccio la valigia e dimentico lo spazzolino da denti, e devo salire di corsa al primo piano all’ultimo momento per prenderlo, e sono costretto a portarlo alla stazione avvolto nel fazzoletto. Naturalmente ora dovetti togliere dalla valigia ogni maledetto oggetto, e naturalmente non riuscii a trovare lo spazzolino. Frugai dappertutto fino a ridurre ogni cosa nello stesso stato in cui doveva essersi trovata prima che il mondo venisse creato, quando regnava il caos. Naturalmente, trovai almeno diciotto volte gli spazzolini da denti di George e di Harris, ma non riuscii a trovare il mio. Rimisi tutto nella valigia, un oggetto per volta, scrollandolo prima a mezz’aria e finalmente trovai lo spazzolino dentro uno stivale. Riempii allora di nuovo, e richiusi la valigia. Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, Mondadori Rifletto sulla lingua I due aggettivi evidenziati in giallo sono: al grado comparativo. al grado superlativo. Per riflettere C’è qualcosa che ritieni di saper fare particolarmente bene? Di che cosa si tratta? Esplora il testo Il testo è narrato in: prima persona. terza persona. Il fatto narrato è: serio. divertente. La vicenda è narrata al tempo: presente. passato. Il protagonista è un personaggio: realistico. fantastico. Il protagonista è un tipo: sbadato. ingenuo. L’effetto comico del brano è legato soprattutto: al luogo in cui si svolge la vicenda. al comportamento esagerato del protagonista. a equivoci linguistici. al capovolgimento di ruoli. Le righe di testo sottolineate provocano un effetto comico che fa sorridere il lettore. Sai spiegare perché? Per comprendere Segna con una X se le affermazioni sono vere (V) o false (F). - Il protagonista non si ritiene bravo nel preparare la valigia. V F - Harris fa notare gli stivali quando la valigia è già chiusa. V F - La risata di George assomiglia al nitrito di un cavallo. V F - L’oggetto che ossessiona il protagonista è lo spazzolino. V F - Anche questa volta il protagonista non aveva messo lo spazzolino in valigia. V F - Lo spazzolino era all’interno di uno stivale. V F
Il testo narrativo   Il racconto umoristico La valigia Il protagonista di questo racconto è in partenza e si trova a preparare il bagaglio per sé e per i suoi due amici, ma… avrà preso tutto? Dissi a George e ad Harris che avrei provveduto io a fare i bagagli. Mi vanto alquanto della mia abilità nel riporre la roba. Fare i bagagli è una delle tante cose nelle quali sento di essere più esperto di qualsiasi altra persona al mondo. Cominciai a metter via ogni cosa. Il lavoro risultò essere molto più lungo di quanto avessi creduto; ma finalmente terminai di riempire la valigia, e vi sedetti su, e strinsi le cinghie. - Non ce li metti gli stivali? - domandò Harris. Mi guardai attorno e constatai che li avevo dimenticati. Ecco com’è Harris. Si era ben guardato dal pronunciare una parola prima che io avessi chiuso la valigia e stretto le cinghie, naturalmente. E George rise, con una di quelle sue risatine esasperanti, insensate, simili al raglio di un somaro, che mi rendono furente. Riaprii la valigia e vi ficcai dentro gli stivali; poi, proprio mentre stavo per richiuderla, mi balenò nella mente un’idea orribile. Avevo ricordato di metterci lo spazzolino da denti? Non so come sia, ma non riesco mai a ricordare se ho già messo nella valigia lo spazzolino da denti. Lo spazzolino da denti è un oggetto che mi ossessiona quando viaggio. Sogno di non averlo messo nella valigia, mi sveglio di soprassalto, madido di freddo sudore, e salto giù dal letto e do la caccia allo spazzolino. Poi, al mattino dopo, lo metto nella valigia prima di essermene servito, e devo riaprire la valigia per prenderlo; e, naturalmente, è sempre l’ultimo oggetto che vi trovo; in seguito, rifaccio la valigia e dimentico lo spazzolino da denti, e devo salire di corsa al primo piano all’ultimo momento per prenderlo, e sono costretto a portarlo alla stazione avvolto nel fazzoletto. Naturalmente ora dovetti togliere dalla valigia ogni maledetto oggetto, e naturalmente non riuscii a trovare lo spazzolino. Frugai dappertutto fino a ridurre ogni cosa nello stesso stato in cui doveva essersi trovata prima che il mondo venisse creato, quando regnava il caos. Naturalmente, trovai almeno diciotto volte gli spazzolini da denti di George e di Harris, ma non riuscii a trovare il mio. Rimisi tutto nella valigia, un oggetto per volta, scrollandolo prima a mezz’aria e finalmente trovai lo spazzolino dentro uno stivale. Riempii allora di nuovo, e richiusi la valigia. Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, Mondadori Rifletto sulla lingua  I due aggettivi evidenziati in giallo sono:   al grado comparativo.   al grado superlativo. Per riflettere  C’è qualcosa che ritieni di saper fare particolarmente bene? Di che cosa si tratta?           Esplora il testo  Il testo è narrato in:   prima persona.   terza persona.  Il fatto narrato è:   serio.   divertente.  La vicenda è narrata al tempo:   presente.   passato.  Il protagonista è un personaggio:   realistico.   fantastico.  Il protagonista è un tipo:   sbadato.   ingenuo.  L’effetto comico del brano è legato soprattutto:   al luogo in cui si svolge la vicenda.   al comportamento esagerato del protagonista.   a equivoci linguistici.   al capovolgimento di ruoli.  Le righe di testo sottolineate provocano un effetto comico che fa sorridere il lettore. Sai spiegare perché?       Per comprendere  Segna con una X se le affermazioni sono vere (V) o false (F). - Il protagonista non si ritiene bravo nel preparare la valigia.   V   F - Harris fa notare gli stivali quando la valigia è già chiusa.   V   F - La risata di George assomiglia al nitrito di un cavallo.   V   F - L’oggetto che ossessiona il protagonista è lo spazzolino.   V   F - Anche questa volta il protagonista non aveva messo lo spazzolino in valigia.   V   F - Lo spazzolino era all’interno di uno stivale.   V   F