Il racconto autobiografico: Nascita di una scrittrice

Il testo narrativo Il racconto autobiografico Nascita di una scrittrice Bianca Pitzorno racconta come da bambina, grazie a un episodio avvenuto a scuola, capì di avere un vero talento per la scrittura. Ogni anno mio padre riceveva in omaggio da varie case farmaceutiche una dozzina di agende. Ne usava solo una e le altre cercava di regalarle in giro. Quelle che avanzavano le dava a me, dicendo: - Per i tuoi scarabocchi. Erano bellissime, grosse, rilegate in pelle o in tela dai colori vivaci, spesso con il taglio delle pagine dorato e in questo somigliavano ai libri più costosi. Dentro, le pagine erano bianche e a righe come quelle dei quaderni, e sembrava che invocassero: "Riempimi! Riempimi!". Quando imparai a scrivere mi resi conto di avere tra le mani tanti "libri" già pronti, che aspettavano solo di essere riempiti di storie. Ma non era facile tradurre in "lingua scritta" i racconti che, con tanta facilità, mi venivano alle labbra quando, da piccolina, parlavo davanti a un uditorio attento o divertito. Chissà dove le andavano a prendere le idee gli scrittori? Chissà come nasceva l'ispirazione? Finalmente l'ispirazione venne un giorno in cui la mia maestra fece una scenata con Graziella. Avrei voluto difendere la mia compagna… ma non potevo! C'era solo una cosa che potevo fare. Nella cartella avevo un'agenda appena cominciata. La presi, strappai le tre pagine appena scritte e, tenendola sul banco cominciai a scrivere di getto. Scrivendo, a poco a poco, mi calmai e ripresi il dominio di me stessa, mi venne persino da ridere. Non ricordo esattamente cosa scrissi quel giorno. So che lo lessi alla mia compagna di banco che lo apprezzò molto, e poi alle altre mie amiche. Incoraggiata da loro continuai nel pomeriggio a casa e il giorno dopo e poi ancora tutti i giorni che seguirono. B. Pitzorno, Storia delle mie storie, Net Per saperne di più Bianca Pitzorno è nata a Sassari nel 1942, vive e lavora a Milano. Oggi Bianca Pitzorno è considerata la più importante autrice italiana per l’infanzia, e i suoi romanzi sono tradotti in Francia, Germania, Spagna, Grecia, Polonia, Ungheria, Corea e Giappone. Ha scritto lavori teatrali, sceneggiature e testi di canzoni. Al suo primo libro, uscito nel 1970, ne sono seguiti molti altri destinati quasi sempre ai giovani lettori che non mancano mai di identificarsi con i suoi personaggi. Esplora il testo Riconosci nel testo le caratteristiche del testo autobiografico. Indica con una X se le affermazioni vere (V) o false (F). ‐ La narrazione è in prima persona. V F ‐ La protagonista è un personaggio di fantasia. V F ‐ Il tempo e i luoghi sono quelli reali in cui è vissuta la scrittrice. V F ‐ I fatti raccontati sono pura invenzione. V F ‐ Il linguaggio è specialistico. V F ‐ L’esposizione è coinvolgente e emozionante. V F Rifletto sulla lingua Cerca nel testo gli aggettivi qualificativi che si riferiscono ai seguenti nomi, riportali a fianco e, come nell’esempio, scrivi di che tipo di aggettivo si tratta (qualificativo, indefinito, numerale, possessivo). Aggettivo Tipo di aggettivo Case farmaceutiche: varie → indefinito Colori: → Uditorio: → Pagine: → Amiche: → Per comprendere Perché per la protagonista le agende sono come dei “libri già pronti”? Perché sono rilegate come i libri. Perché sono piene di storie come i libri. Perché la protagonista non può difendere Graziella? Perché è arrabbiata con Graziella. Perché non può mancare di rispetto alla maestra. Come si sente la protagonista mentre scrive per dare voce ai suoi pensieri? Chi la incoraggia a continuare?

Il testo narrativo   Il racconto autobiografico

Nascita di una scrittrice

Bianca Pitzorno racconta come da bambina, grazie a un episodio avvenuto a scuola, capì di avere un vero talento per la scrittura.

Ogni anno mio padre riceveva in omaggio da varie case farmaceutiche una dozzina di agende. Ne usava solo una e le altre cercava di regalarle in giro. Quelle che avanzavano le dava a me, dicendo:

- Per i tuoi scarabocchi.

Erano bellissime, grosse, rilegate in pelle o in tela dai colori vivaci, spesso con il taglio delle pagine dorato e in questo somigliavano ai libri più costosi.

Dentro, le pagine erano bianche e a righe come quelle dei quaderni, e sembrava che invocassero: "Riempimi! Riempimi!".

Quando imparai a scrivere mi resi conto di avere tra le mani tanti "libri" già pronti, che aspettavano solo di essere riempiti di storie. Ma non era facile tradurre in "lingua scritta" i racconti che, con tanta facilità, mi venivano alle labbra quando, da piccolina, parlavo davanti a un uditorio attento o divertito.

Chissà dove le andavano a prendere le idee gli scrittori? Chissà come nasceva l'ispirazione?

Finalmente l'ispirazione venne un giorno in cui la mia maestra fece una scenata con Graziella. Avrei voluto difendere la mia compagna… ma non potevo!

C'era solo una cosa che potevo fare. Nella cartella avevo un'agenda appena cominciata. La presi, strappai le tre pagine appena scritte e, tenendola sul banco cominciai a scrivere di getto. Scrivendo, a poco a poco, mi calmai e ripresi il dominio di me stessa, mi venne persino da ridere.

Non ricordo esattamente cosa scrissi quel giorno. So che lo lessi alla mia compagna di banco che lo apprezzò molto, e poi alle altre mie amiche. Incoraggiata da loro continuai nel pomeriggio a casa e il giorno dopo e poi ancora tutti i giorni che seguirono.

B. Pitzorno, Storia delle mie storie, Net

Esplora il testo

 Riconosci nel testo le caratteristiche del testo autobiografico. Indica con una X se le affermazioni vere (V) o false (F).

La narrazione è in prima persona.   V   F

La protagonista è un personaggio di fantasia.   V   F

Il tempo e i luoghi sono quelli reali in cui è vissuta la scrittrice.   V   F

I fatti raccontati sono pura invenzione.   V   F

Il linguaggio è specialistico.   V   F

L’esposizione è coinvolgente e emozionante.   V   F

Rifletto sulla lingua

 Cerca nel testo gli aggettivi qualificativi che si riferiscono ai seguenti nomi, riportali a fianco e, come nell’esempio, scrivi di che tipo di aggettivo si tratta (qualificativo, indefinito, numerale, possessivo).

Aggettivo Tipo di aggettivo
Case farmaceutiche:

 varie

indefinito

Colori:

 

 

Uditorio:

 

 

Pagine:

 

 

Amiche:

 

 

Per comprendere

 Perché per la protagonista le agende sono come dei “libri già pronti”?

  Perché sono rilegate come i libri.

  Perché sono piene di storie come i libri.

 Perché la protagonista non può difendere Graziella?

  Perché è arrabbiata con Graziella.

  Perché non può mancare di rispetto alla maestra.

 Come si sente la protagonista mentre scrive per dare voce ai suoi pensieri?

 

 Chi la incoraggia a continuare?