Anche i bulli hanno un cuore

La riflessione nel racconto In un racconto oltre ai dialoghi e alle descrizioni, possiamo trovare delle riflessioni. Attraverso di esse il narratore o i personaggi esprimono ciò che pensano o che provano rispetto a quello che sta succedendo o che potrebbe succedere. Le riflessioni possono essere espresse attraverso brevi frasi anche sotto forma di domande. Le sequenze riflessive consentono al lettore di comprendere meglio l'interiorità del personaggio o il punto di vista del narratore. Anche i bulli hanno un cuore Lello si comporta da piccolo bullo: tra i banchi comanda lui e tutti gli stanno alla larga. Ma quando viene invitato a giocare a pallone, si scopre che sotto quella prepotenza Lello nasconde in realtà tanta timidezza. E chi se lo aspettava... Ho scoperto che fare il portiere è proprio divertente. Sbuffo come un toro e carico come un bufalo inferocito, e quando faccio gli occhiacci e grido: «Grrr!» gli avversari se la fanno sotto dallo spavento. Che ridere! Anche meglio degli scherzi che faccio in classe. Certo, la stazza è fondamentale per un portiere, e quella non mi manca, ma sono anche veloce e non ho paura di tuffarmi. Non c'è pallone che mi sfugga, li acchiappo tutti. A fare il tifo è venuta pure la maestra Laura. «Bravo, Lello!» esclama quando paro un tiro potentissimo all'incrocio dei pali. Bravo a me? Questa poi... Di solito mi dice sempre e solo "Sta' zitto". È vero, sono stato bravo. Però sentirlo dire da lei, davanti a tutti, mi fa uno strano effetto. Forse un po' mi piace. Ma solo un po'. «Vittoria! Vittoria!» urla la maestra quando Felice, il bidello, fischia la fine della partita. «Abbiamo vinto, Lello, ci pensi? Li abbiamo battuti. Ed è tutto merito tuo!» esclama Giorgio. «Che esagerato» borbotto. Non so che dire, mi sento in imbarazzo, e poi inizio a sentire anche qualcos'altro. Una specie di calore, ma diverso da quello che viene quando si fa fatica. Come un capogiro, ma che ti fa stare bene. «Lello è proprio un campione, vero ragazzi?» chiede Giorgio ai nostri compagni. Fabrizio, Paolino e gli altri se ne stanno a distanza di sicurezza. Lo so che non mi volevano in squadra, ma alla fine Giorgio li ha convinti. Solo perché non avevano altra scelta, è chiaro. Paolino accenna di sì con la testa, ma si vede che sta soltanto cercando di non innervosirmi. Fabrizio fa un passo indietro, poi dice agli altri: «Be', andiamo?» «Sì... sì, andiamo» balbetta Giovanni senza togliermi gli occhi di dosso, come se potessi mollargli un pugno nello stomaco da un momento all'altro. Ma io non voglio picchiare proprio nessuno, anzi. E non voglio nemmeno che abbiano paura di me. Me ne sto lì come uno stupido. Vorrei rimanere un po' con loro, festeggiare insieme la vittoria. Potrei comprare il gelato per tutti. Ma come faccio a dirglielo? E se poi non mi vogliono? Mi innervosisco, stringo i pugni e comincio a ringhiare piano: «Grrr...» «Lello, vieni?» mi chiede Giorgio. Fisso le mie scarpe impolverate. Stringo più forte i pugni, non riesco a rispondere e allora faccio "sì" con la testa. Il ringhio preme più forte alla gola, e poi finalmente si scioglie in una parola: «GRRR... GRRRAZIE!!!». Esplora il testo Nel testo sono state evidenziate con il rosso le riflessioni del protagonista. Dopo aver letto il racconto segna la risposta che è più giusta. v Nella prima e nella seconda riflessione Lello comincia a rendersi conto di provare: un senso di inadeguatezza per aver fatto una cosa sbagliata. piacere e soddisfazione per il riconoscimento ottenuto. fastidio dell'essere al centro dell'attenzione. v Nelle ultime due riflessioni si capisce che il problema di Lello è: la sua pigrizia che lo porta a starsene sempre in casa. la paura di non essere accettato dagli altri. la sua timidezza eccessiva che lo isola dagli altri. v Le riflessioni del protagonista: sono utili per la descrizione degli ambienti. sono inutili e rallentano la narrazione. aiutano a capire le sue reali emozioni. Scrivi tu IL TESTO NARRATIVO Immagina di inviare una lettera a Lello. • Che cosa gli scriveresti per offrigli qualche consiglio su come comportarsi per sentirsi meglio con se stesso e con i compagni? Didascalia assets/images/Fotolia_54921835_Subscription_Monthly_XL_RID.jpg Didascalia assets/images/Fotolia_54921835_Subscription_Monthly_XL_RID1.jpg Didascalia assets/images/Fotolia_55144314_Subscription_Monthly_XXL_RID.jpg
La riflessione nel racconto In un racconto oltre ai dialoghi e alle descrizioni, possiamo trovare delle riflessioni. Attraverso di esse il narratore o i personaggi esprimono ciò che pensano o che provano rispetto a quello che sta succedendo o che potrebbe succedere. Le riflessioni possono essere espresse attraverso brevi frasi anche sotto forma di domande. Le sequenze riflessive consentono al lettore di comprendere meglio l'interiorità del personaggio o il punto di vista del narratore. Anche i bulli hanno un cuore Lello si comporta da piccolo bullo: tra i banchi comanda lui e tutti gli stanno alla larga. Ma quando viene invitato a giocare a pallone, si scopre che sotto quella prepotenza Lello nasconde in realtà tanta timidezza. E chi se lo aspettava... Ho scoperto che fare il portiere è proprio divertente. Sbuffo come un toro e carico come un bufalo inferocito, e quando faccio gli occhiacci e grido: «Grrr!» gli avversari se la fanno sotto dallo spavento. Che ridere! Anche meglio degli scherzi che faccio in classe. Certo, la stazza è fondamentale per un portiere, e quella non mi manca, ma sono anche veloce e non ho paura di tuffarmi. Non c'è pallone che mi sfugga, li acchiappo tutti. A fare il tifo è venuta pure la maestra Laura. «Bravo, Lello!» esclama quando paro un tiro potentissimo all'incrocio dei pali. Bravo a me? Questa poi... Di solito mi dice sempre e solo "Sta' zitto". È vero, sono stato bravo. Però sentirlo dire da lei, davanti a tutti, mi fa uno strano effetto. Forse un po' mi piace. Ma solo un po'. «Vittoria! Vittoria!» urla la maestra quando Felice, il bidello, fischia la fine della partita. «Abbiamo vinto, Lello, ci pensi? Li abbiamo battuti. Ed è tutto merito tuo!» esclama Giorgio. «Che esagerato» borbotto. Non so che dire, mi sento in imbarazzo, e poi inizio a sentire anche qualcos'altro. Una specie di calore, ma diverso da quello che viene quando si fa fatica. Come un capogiro, ma che ti fa stare bene. «Lello è proprio un campione, vero ragazzi?» chiede Giorgio ai nostri compagni. Fabrizio, Paolino e gli altri se ne stanno a distanza di sicurezza. Lo so che non mi volevano in squadra, ma alla fine Giorgio li ha convinti. Solo perché non avevano altra scelta, è chiaro. Paolino accenna di sì con la testa, ma si vede che sta soltanto cercando di non innervosirmi. Fabrizio fa un passo indietro, poi dice agli altri: «Be', andiamo?» «Sì... sì, andiamo» balbetta Giovanni senza togliermi gli occhi di dosso, come se potessi mollargli un pugno nello stomaco da un momento all'altro. Ma io non voglio picchiare proprio nessuno, anzi. E non voglio nemmeno che abbiano paura di me. Me ne sto lì come uno stupido. Vorrei rimanere un po' con loro, festeggiare insieme la vittoria. Potrei comprare il gelato per tutti. Ma come faccio a dirglielo? E se poi non mi vogliono? Mi innervosisco, stringo i pugni e comincio a ringhiare piano: «Grrr...» «Lello, vieni?» mi chiede Giorgio. Fisso le mie scarpe impolverate. Stringo più forte i pugni, non riesco a rispondere e allora faccio "sì" con la testa. Il ringhio preme più forte alla gola, e poi finalmente si scioglie in una parola: «GRRR... GRRRAZIE!!!». Esplora il testo Nel testo sono state evidenziate con il rosso le riflessioni del protagonista. Dopo aver letto il racconto segna la risposta che è più giusta. v Nella prima e nella seconda riflessione Lello comincia a rendersi conto di provare: un senso di inadeguatezza per aver fatto una cosa sbagliata. piacere e soddisfazione per il riconoscimento ottenuto. fastidio dell'essere al centro dell'attenzione. v Nelle ultime due riflessioni si capisce che il problema di Lello è: la sua pigrizia che lo porta a starsene sempre in casa. la paura di non essere accettato dagli altri. la sua timidezza eccessiva che lo isola dagli altri. v Le riflessioni del protagonista: sono utili per la descrizione degli ambienti. sono inutili e rallentano la narrazione. aiutano a capire le sue reali emozioni. Scrivi tu IL TESTO NARRATIVO Immagina di inviare una lettera a Lello. • Che cosa gli scriveresti per offrigli qualche consiglio su come comportarsi per sentirsi meglio con se stesso e con i compagni? Didascalia assets/images/Fotolia_54921835_Subscription_Monthly_XL_RID.jpg Didascalia assets/images/Fotolia_54921835_Subscription_Monthly_XL_RID1.jpg Didascalia assets/images/Fotolia_55144314_Subscription_Monthly_XXL_RID.jpg <