Notizie dalla natura

Il testo informativo La cronaca Le 5W + H Notizie dalla Natura Un fatto di cronaca mette in evidenza la relazione tra ambiente e animali. La Stampa Mercoledì 4 gennaio 2017 Cronache Le gru tornano sulle rive del Po: "Migrano qui dove c'è più cibo". Planano "gridando" vicino a Casale, ripartiranno a fine gennaio Da almeno tre anni sono tantissime le gru che arrivano sulle sponde del Po, nei territori del Casalese. Qui sui ghiaioni - le "spiagge" del fiume - se ne posano da tre anni almeno mille, a volte anche 1500 per almeno due mesi da dicembre a gennaio. Il guardaparco Nicola Scatassi ci fa da guida: con il binocolo individua una massa di ali distese per planare, non si riesce a fare una stima tante quante sono. Ma il vociare è incredibile, sono grida che si sentono ancora di più nel silenzio del fiume d'inverno. «Non sappiamo ancora dire perché sono così tante e hanno scelto il Piemonte per svernare. È un fenomeno piuttosto recente». Toni Mingozzi è zoologo, docente a Torino a Veterinaria. «Per adesso possiamo solo fare ipotesi. Il cambiamento climatico ha aumentato il periodo di riproduzione, e, quindi il numero di animali, e anche le zone dove trovare cibo. La cosa sorprendente è che nel Nord Italia la loro presenza è stata sempre sporadica, negli ultimi anni invece è andata aumentando sempre di più». Da Hortobagy, riserva per le gru in Ungheria, invece di andare verso Sud (il Nord Africa è la loro destinazione) tagliano la rotta migratoria e passano sulla Pianura Padana: qui trovano le granaglie di cui si cibano, i resti della trebbiatura. La diversa rotta è il cambiamento più conseguente al riscaldamento globale. Giovanni è barcaiolo da una vita. «Sa che ieri vicino al mio orto, proprio là: ce n'erano tantissime». Il terreno di Giovanni è a un paio di chilometri: chissà se le gru hanno scelto quel posto perché c'era più cibo o più tranquillità. «La tranquillità è un problema, nel senso che le gru sono animali molto sospettosi, soprattutto in Italia» dicono gli zoologi. «In altri Paesi sono più confidenti» dice ancora Mingozzi. Alle sette è troppo buio per restare, le gru stanno ancora vociando, il ghiaione è tutto scuro di ali e lunghi colli. Adatt. da Antonella MariottiInviata a Casale Monferrato Esplora il testo Leggi con attenzione l'articolo, trova le risposte alle 5W + H e scrivile sul tuo quaderno. - Who? Chi sono i protagonisti della vicenda? - Where? Dove sono state avvistate le gru? - When? Quando è successo? - What? Che cosa è accaduto? - Why? Perché le gru scelgono di fermarsi proprio in questa zona? - How? Come si è verificato il fenomeno?

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Le 5W + H

Notizie dalla Natura

Un fatto di cronaca mette in evidenza la relazione tra ambiente e animali.

La Stampa     Mercoledì 4 gennaio 2017

Cronache

Le gru tornano sulle rive del Po: "Migrano qui dove c'è più cibo".

Planano "gridando" vicino a Casale, ripartiranno a fine gennaio

Da almeno tre anni sono tantissime le gru che arrivano sulle sponde del Po, nei territori del Casalese. Qui sui ghiaioni - le "spiagge" del fiume - se ne posano da tre anni almeno mille, a volte anche 1500 per almeno due mesi da dicembre a gennaio. Il guardaparco Nicola Scatassi ci fa da guida: con il binocolo individua una massa di ali distese per planare, non si riesce a fare una stima tante quante sono. Ma il vociare è incredibile, sono grida che si sentono ancora di più nel silenzio del fiume d'inverno.

«Non sappiamo ancora dire perché sono così tante e hanno scelto il Piemonte per svernare. È un fenomeno piuttosto recente». Toni Mingozzi è zoologo, docente a Torino a Veterinaria. «Per adesso possiamo solo fare ipotesi. Il cambiamento climatico ha aumentato il periodo di riproduzione, e, quindi il numero di animali, e anche le zone dove trovare cibo. La cosa sorprendente è che nel Nord Italia la loro presenza è stata sempre sporadica, negli ultimi anni invece è andata aumentando sempre di più».

Da Hortobagy, riserva per le gru in Ungheria, invece di andare verso Sud (il Nord Africa è la loro destinazione) tagliano la rotta migratoria e passano sulla Pianura Padana: qui trovano le granaglie di cui si cibano, i resti della trebbiatura. La diversa rotta è il cambiamento più conseguente al riscaldamento globale.

Giovanni è barcaiolo da una vita. «Sa che ieri vicino al mio orto, proprio là: ce n'erano tantissime». Il terreno di Giovanni è a un paio di chilometri: chissà se le gru hanno scelto quel posto perché c'era più cibo o più tranquillità. «La tranquillità è un problema, nel senso che le gru sono animali molto sospettosi, soprattutto in Italia» dicono gli zoologi. «In altri Paesi sono più confidenti» dice ancora Mingozzi. Alle sette è troppo buio per restare, le gru stanno ancora vociando, il ghiaione è tutto scuro di ali e lunghi colli.

Adatt. da Antonella Mariotti
Inviata a Casale Monferrato