Le terme romane

Il testo informativo L'ordine di esposizione Le terme romane I Romani hanno saputo sfruttare le acque termali presenti in ogni luogo d’Europa per creare veri e propri “centri benessere”. All’inizio dell’età imperiale troviamo in Roma vari tipi di stabilimenti pubblici tra i quali vi sono le terme: bagni pubblici di proprietà dello Stato. Entriamo anche noi in una di queste monumentali costruzioni e osserviamo: pareti decorate di marmo, colonne di granito e di porfido, soffitti a cassettoni, pavimenti scintillanti di mosaici, e poi tutta una serie di sale, le une destinate ai bagni, le altre agli esercizi fisici, alla lettura, alle audizioni musicali; e poi ancora giardini, campi all’aperto, porticati ombrosi, statue ed opere d’arte di ogni genere. In questa cornice si muove una folla variopinta in cui sono rappresentati tutti i ceti sociali. Vi sono senatori, circondati da uno stuolo di schiavi; vi sono operai, artigiani, bottegai che, avendo terminato la loro giornata lavorativa, possono ora svagarsi e ritemprare le loro forze. Poveri o ricchi, giovani o vecchi, tutti alle terme trovano il modo di divertirsi; nel grande “palazzo dell’acqua”. Ci sono molti modi per fare il bagno, ma il principio fondamentale è sempre lo stesso: bisogna anzitutto riscaldare ben bene il corpo, affinché i pori si aprano ed il calore si diffonda in modo uniforme sotto l’epidermide; ecco perché tutti, prima del bagno, si dedicano ad esercizi fisici di vario genere. Dopo l’attività fisica si procede con le varie fasi del bagno. La prima tappa è lo spogliatoio, una vasta sala con panche di pietra sporgenti dalle pareti e nel muro una fila di nicchie quadrate ove vengono deposti gli abiti. Dopo essersi svestito, il bagnante entra in un piccolo ambiente molto riscaldato, il laconicum, dove boccheggia immerso in un vapore caldissimo. Poi passa nella stanza per il bagno caldo ("calidarium"), la più luminosa e grande, dotata di tinozze, ed in certe terme persino di una vasca per nuotare. In questo ambiente, dove la temperatura è sempre molto elevata, il bagnante si strofina vigorosamente con una specie di soda (una sorta di sapone, ancora sconosciuto). Una volta che è pulito e asciugato, fa una sosta in una stanza di passaggio, detta "tepidarium", per abituare gradualmente il corpo alla differenza di temperatura; l'ultima tappa, infatti, sarà ora il "frigidarium", la sala dove si fa il bagno in acqua freddissima. Chi vuole, può concludere tutta questa serie di operazioni con una bella nuotata nella vasta piscina all'aperto ("piscina natatoria"). Dopo il bagno si può passeggiare nei vasti giardini abbelliti di statue e fontane; si può andare in biblioteca a leggere un libro o ascoltare un poeta che legge i propri versi; oppure si può fare una capatina in una delle tante taverne e osterie dello stabilimento. Adatt. da G. Bonis Cuaz, La vita quotidiana a Roma, Loescher Esplora il testo Sottolinea nel testo i connettivi temporali. Le informazioni sono presentate: in ordine logico. in ordine causale. in ordine cronologico. Il linguaggio utilizzato dall’autore: è ricco di termini specifici. esprime emozioni e stati d’animo. Un esempio di terme romane. Esposta alla luce solare, la piscina natatoria era all'aperto. Decorazioni su marmo e mosaici abbellivano le terme. Per comprendere Il testo è suddiviso in paragrafi. Sottolinea in ognuno di essi le parole chiave o le frasi più importanti. Scrivi per ogni paragrafo una breve frase riassuntiva. - 1. - 2. - 3. - 4. - 5. Quali persone possono accedere alle terme? Quali attività si svolgono prima dei bagni? Perché? In quale sequenza si entra nelle vasche delle terme? Quali attività si possono svolgere dopo il bagno?
Il testo informativo L'ordine di esposizione Le terme romane I Romani hanno saputo sfruttare le acque termali presenti in ogni luogo d’Europa per creare veri e propri “centri benessere”. All’inizio dell’età imperiale troviamo in Roma vari tipi di stabilimenti pubblici tra i quali vi sono le terme: bagni pubblici di proprietà dello Stato. Entriamo anche noi in una di queste monumentali costruzioni e osserviamo: pareti decorate di marmo, colonne di granito e di porfido, soffitti a cassettoni, pavimenti scintillanti di mosaici, e poi tutta una serie di sale, le une destinate ai bagni, le altre agli esercizi fisici, alla lettura, alle audizioni musicali; e poi ancora giardini, campi all’aperto, porticati ombrosi, statue ed opere d’arte di ogni genere. In questa cornice si muove una folla variopinta in cui sono rappresentati tutti i ceti sociali. Vi sono senatori, circondati da uno stuolo di schiavi; vi sono operai, artigiani, bottegai che, avendo terminato la loro giornata lavorativa, possono ora svagarsi e ritemprare le loro forze. Poveri o ricchi, giovani o vecchi, tutti alle terme trovano il modo di divertirsi; nel grande “palazzo dell’acqua”. Ci sono molti modi per fare il bagno, ma il principio fondamentale è sempre lo stesso: bisogna anzitutto riscaldare ben bene il corpo, affinché i pori si aprano ed il calore si diffonda in modo uniforme sotto l’epidermide; ecco perché tutti, prima del bagno, si dedicano ad esercizi fisici di vario genere. Dopo l’attività fisica si procede con le varie fasi del bagno. La prima tappa è lo spogliatoio, una vasta sala con panche di pietra sporgenti dalle pareti e nel muro una fila di nicchie quadrate ove vengono deposti gli abiti. Dopo essersi svestito, il bagnante entra in un piccolo ambiente molto riscaldato, il laconicum, dove boccheggia immerso in un vapore caldissimo. Poi passa nella stanza per il bagno caldo ("calidarium"), la più luminosa e grande, dotata di tinozze, ed in certe terme persino di una vasca per nuotare. In questo ambiente, dove la temperatura è sempre molto elevata, il bagnante si strofina vigorosamente con una specie di soda (una sorta di sapone, ancora sconosciuto). Una volta che è pulito e asciugato, fa una sosta in una stanza di passaggio, detta "tepidarium", per abituare gradualmente il corpo alla differenza di temperatura; l'ultima tappa, infatti, sarà ora il "frigidarium", la sala dove si fa il bagno in acqua freddissima. Chi vuole, può concludere tutta questa serie di operazioni con una bella nuotata nella vasta piscina all'aperto ("piscina natatoria"). Dopo il bagno si può passeggiare nei vasti giardini abbelliti di statue e fontane; si può andare in biblioteca a leggere un libro o ascoltare un poeta che legge i propri versi; oppure si può fare una capatina in una delle tante taverne e osterie dello stabilimento. Adatt. da G. Bonis Cuaz, La vita quotidiana a Roma, Loescher Esplora il testo  Sottolinea nel testo i connettivi temporali.  Le informazioni sono presentate:   in ordine logico.   in ordine causale.   in ordine cronologico.  Il linguaggio utilizzato dall’autore:   è ricco di termini specifici.   esprime emozioni e stati d’animo. Un esempio di terme romane. Esposta alla luce solare, la piscina natatoria era all'aperto. Decorazioni su marmo e mosaici abbellivano le terme. Per comprendere  Il testo è suddiviso in paragrafi. Sottolinea in ognuno di essi le parole chiave o le frasi più importanti. Scrivi per ogni paragrafo una breve frase riassuntiva. - 1.   - 2.   - 3.   - 4.   - 5.    Quali persone possono accedere alle terme?    Quali attività si svolgono prima dei bagni? Perché?      In quale sequenza si entra nelle vasche delle terme?      Quali attività si possono svolgere dopo il bagno?