La zuppa di corteccia

Letture per diventare grandi Solidarietà La zuppa di corteccia Una zuppa "magica" per riflettere sulla solidarietà e sulla condivisione… Un uomo avanzava a fatica in un campo pieno di neve quando vide, tra gli alberi coperti di brina, i tetti di un piccolo villaggio. Bussò alla porta di ogni casa, sperando di ottenere un po' di cibo, ma l'accoglienza fu gelida: tutti gli dicevano che non avevano niente da mangiare. L'uomo si avvicinò all'ultima casa; una giovane donna gli aprì la porta. - Buongiorno - disse lo straniero, - sto tornando a casa dopo una lunga assenza; non potreste essere così gentile da lasciarmi entrare? - Ma cosa volete? - esclamò la giovane donna. - Questa casa non è mica una locanda! - Me ne sono accorto, - sospirò lo straniero. Poi, come colpito da un'idea improvvisa, disse: - Permettete che almeno vi proponga un patto: se mi prestate una grande pentola piena d'acqua bollente, io mi impegno a prepararvi la zuppa più buona del mondo. - Ah, sì? E con che cosa la farete? - chiese incuriosita la donna. - Con un semplice pezzo di corteccia - rispose lo straniero. La donna, che era molto curiosa, fece entrare l'uomo e, ancora prima che l'acqua cominciasse a bollire, corse a chiamare i vicini. Tutti sarebbero stati contenti di conoscere quella nuova ricetta. Lo straniero tirò fuori dalla tasca un pezzetto di corteccia e, con molta cautela, lo posò nell'acqua. Poi prese un mestolo di legno e cominciò a mescolare spiegando ai presenti: - Questa corteccia ha delle virtù magiche: è capace di trasformare l'acqua in una zuppa deliziosa. Purtroppo, l'ho usata così tante volte che ora ha perduto un po' del suo sapore. Peccato che qui nessuno di voi abbia un pizzico di sale... Dal fondo della stanza una voce disse: - Si dà il caso che io a casa ne abbia un po'. Vado subito a prenderlo! Alcuni minuti dopo, lo straniero mise il sale nella pentola e assaggiò una cucchiaiata di minestra. - Ottima! - esclamò. - Ma sarebbe ancora più buona con qualche patata. Purtroppo so che nessuno di voi ne ha... - Ah, ora che ci penso, a casa mia devo averne ancora qualcuna - lo interruppe una donna. - Anche a casa mia ce ne sono due! - esclamò un'altra. Quando le due donne furono di ritorno, lo straniero aggiunse le patate e assaggiò di nuovo la zuppa: - Davvero squisita! Ah, se solo avessi un po' di verdure, sarebbe buona come la zuppa del re! - Buona come la zuppa che mangia il re! - esclamarono i vicini impressionati. E improvvisamente ciascuno si ricordò di avere qualche verdura nella dispensa. Uno corse a prendere due rape, un altro una manciata di spinaci, un terzo una bella zucca... Si ripresentarono dopo un po', con le braccia cariche di verdure belle e fresche. Dopo aver messo tutto nella pentola, lo straniero assaggiò ancora una volta la minestra: - Perfetta, assolutamente perfetta! Poi, con aria di rammarico, soggiunse: - So che nelle vostre case non avete neanche un pezzo di pane. Un vero peccato, perché il pane con questa zuppa ci starebbe a meraviglia! Alcuni vicini uscirono di casa con discrezione, per tornare subito dopo con una pagnotta di pane fresco. Ora nella stanza si sentiva un profumo delizioso. Lo straniero aggiunse con aria pensierosa: - Il re in persona sarebbe felice di dividere con noi questa minestra. Però dovremmo avere dei bei piatti e una tovaglia. Pazienza, ne faremo a meno! Tutti si precipitarono a cercare le scodelle e stavolta nessuno si dimenticò di portarsi dietro anche una sedia. La padrona di casa tirò fuori dall'armadio una bella tovaglia rossa e con l'aiuto di un vicino la stese sulla tavola. I commensali si sedettero uno accanto all'altro e lo straniero versò nelle scodelle una generosa porzione di zuppa. Che bontà! Era da tanto che non si mangiava una minestra così saporita! Riuniti per la prima volta intorno alla stessa tavola, tutti ridevano, chiacchieravano, si complimentavano, godendo del piacere della compagnia. - Possiamo tenerci il pezzo di corteccia? - chiesero i commensali quando ebbero finito. - Ma sì, certo - rispose lo straniero. E sorrise, perché la corteccia non aveva nessuna magica virtù. - Non è difficile preparare questa zuppa, - aggiunse poi, - basta che ciascuno abbia qualcosa di buono da metterci dentro. E mentre gli abitanti del villaggio chiacchieravano allegramente, lo straniero lasciò la tavolata senza farsi notare e riprese la sua strada. J. Marin Coles, L. Marin Ross, Storie dal cuore del mondo, Einaudi Ragazzi Per riflettere Immagina che il pentolone di acqua calda sia una metafora della vita di classe o di gruppo o di famiglia. Che cosa porta o può portare ogni persona per insaporirla, per arricchirla e renderla deliziosa? Racconta. Per comprendere Come si sono comportati gli abitanti del villaggio all’inizio del racconto? Che cosa ha convinto la giovane donna a far entrare lo straniero? La corteccia era veramente magica? Quale risultato ha ottenuto lo straniero preparando la zuppa di corteccia? Qual è il significato della storia?
Letture per diventare grandi Solidarietà La zuppa di corteccia Una zuppa "magica" per riflettere sulla solidarietà e sulla condivisione… Un uomo avanzava a fatica in un campo pieno di neve quando vide, tra gli alberi coperti di brina, i tetti di un piccolo villaggio. Bussò alla porta di ogni casa, sperando di ottenere un po' di cibo, ma l'accoglienza fu gelida: tutti gli dicevano che non avevano niente da mangiare. L'uomo si avvicinò all'ultima casa; una giovane donna gli aprì la porta. - Buongiorno - disse lo straniero, - sto tornando a casa dopo una lunga assenza; non potreste essere così gentile da lasciarmi entrare? - Ma cosa volete? - esclamò la giovane donna. - Questa casa non è mica una locanda! - Me ne sono accorto, - sospirò lo straniero. Poi, come colpito da un'idea improvvisa, disse: - Permettete che almeno vi proponga un patto: se mi prestate una grande pentola piena d'acqua bollente, io mi impegno a prepararvi la zuppa più buona del mondo. - Ah, sì? E con che cosa la farete? - chiese incuriosita la donna. - Con un semplice pezzo di corteccia - rispose lo straniero. La donna, che era molto curiosa, fece entrare l'uomo e, ancora prima che l'acqua cominciasse a bollire, corse a chiamare i vicini. Tutti sarebbero stati contenti di conoscere quella nuova ricetta. Lo straniero tirò fuori dalla tasca un pezzetto di corteccia e, con molta cautela, lo posò nell'acqua. Poi prese un mestolo di legno e cominciò a mescolare spiegando ai presenti: - Questa corteccia ha delle virtù magiche: è capace di trasformare l'acqua in una zuppa deliziosa. Purtroppo, l'ho usata così tante volte che ora ha perduto un po' del suo sapore. Peccato che qui nessuno di voi abbia un pizzico di sale... Dal fondo della stanza una voce disse: - Si dà il caso che io a casa ne abbia un po'. Vado subito a prenderlo! Alcuni minuti dopo, lo straniero mise il sale nella pentola e assaggiò una cucchiaiata di minestra. - Ottima! - esclamò. - Ma sarebbe ancora più buona con qualche patata. Purtroppo so che nessuno di voi ne ha... - Ah, ora che ci penso, a casa mia devo averne ancora qualcuna - lo interruppe una donna. - Anche a casa mia ce ne sono due! - esclamò un'altra. Quando le due donne furono di ritorno, lo straniero aggiunse le patate e assaggiò di nuovo la zuppa: - Davvero squisita! Ah, se solo avessi un po' di verdure, sarebbe buona come la zuppa del re! - Buona come la zuppa che mangia il re! - esclamarono i vicini impressionati. E improvvisamente ciascuno si ricordò di avere qualche verdura nella dispensa. Uno corse a prendere due rape, un altro una manciata di spinaci, un terzo una bella zucca... Si ripresentarono dopo un po', con le braccia cariche di verdure belle e fresche. Dopo aver messo tutto nella pentola, lo straniero assaggiò ancora una volta la minestra: - Perfetta, assolutamente perfetta! Poi, con aria di rammarico, soggiunse: - So che nelle vostre case non avete neanche un pezzo di pane. Un vero peccato, perché il pane con questa zuppa ci starebbe a meraviglia! Alcuni vicini uscirono di casa con discrezione, per tornare subito dopo con una pagnotta di pane fresco. Ora nella stanza si sentiva un profumo delizioso. Lo straniero aggiunse con aria pensierosa: - Il re in persona sarebbe felice di dividere con noi questa minestra. Però dovremmo avere dei bei piatti e una tovaglia. Pazienza, ne faremo a meno! Tutti si precipitarono a cercare le scodelle e stavolta nessuno si dimenticò di portarsi dietro anche una sedia. La padrona di casa tirò fuori dall'armadio una bella tovaglia rossa e con l'aiuto di un vicino la stese sulla tavola. I commensali si sedettero uno accanto all'altro e lo straniero versò nelle scodelle una generosa porzione di zuppa. Che bontà! Era da tanto che non si mangiava una minestra così saporita! Riuniti per la prima volta intorno alla stessa tavola, tutti ridevano, chiacchieravano, si complimentavano, godendo del piacere della compagnia. - Possiamo tenerci il pezzo di corteccia? - chiesero i commensali quando ebbero finito. - Ma sì, certo - rispose lo straniero. E sorrise, perché la corteccia non aveva nessuna magica virtù. - Non è difficile preparare questa zuppa, - aggiunse poi, - basta che ciascuno abbia qualcosa di buono da metterci dentro. E mentre gli abitanti del villaggio chiacchieravano allegramente, lo straniero lasciò la tavolata senza farsi notare e riprese la sua strada. J. Marin Coles, L. Marin Ross, Storie dal cuore del mondo, Einaudi Ragazzi Per riflettere Immagina che il pentolone di acqua calda sia una metafora della vita di classe o di gruppo o di famiglia. Che cosa porta o può portare ogni persona per insaporirla, per arricchirla e renderla deliziosa?  Racconta. Per comprendere  Come si sono comportati gli abitanti del villaggio all’inizio del racconto?      Che cosa ha convinto la giovane donna a far entrare lo straniero?      La corteccia era veramente magica?    Quale risultato ha ottenuto lo straniero preparando la zuppa di corteccia?          Qual è il significato della storia?