Come il pesciolino rosso mi spiegò la libertà

Letture per diventare grandi Libertà Come il pesciolino rosso mi spiegò la libertà È difficile apprezzare la libertà ed utilizzarla nel modo corretto, ma un piccolo pesce rosso può suggerire preziosi consigli. Tempo fa, al mercato, comprai un pesce rosso contenuto in un vasetto rotondo di vetro. Là dentro l’animale stava stretto, di nuotare non se ne parlava neanche. Mi faceva pena vederlo dar di muso continuamente contro il vetro. Decisi quindi di procurargli una casa. Feci costruire in giardino una bella vasca tonda del diametro di tre metri e cinquanta e profonda mezza gamba. Non appena la vasca fu pronta, la riempii d'acqua fresca. Stavo per buttargli dentro il pesciolino quando mi trovai a pensare: "Lui attualmente si trova in acqua quasi tiepida, se lo getto all’improvviso in un’acqua fredda, non si prenderà una congestione?". Per evitare il rischio, calai sul fondo il vaso di vetro, lasciandovi dentro l’acqua e il pesciolino: la bestiola si poteva così acclimatare alla bassa temperatura della vasca. Deposto il vaso sul fondo, per qualche tempo il pesce continuò a sbattere il naso contro il vetro; poi, risalito casualmente all’imboccatura della boccia, trovando ancora acqua, si affacciò timidamente e, infine, non incontrando ostacoli di alcun genere, si mise a scorribandare come un pazzo entusiasta della inaspettata libertà. Questa allegria durò un paio di giorni. Tre mattine dopo restai di sasso vedendolo rintanato nel vaso che avevo dimenticato nella vasca. Se ne stava lì, dondolandosi a mezz’acqua. “Capriccio di pesce!” pensai. Anche la sera il pesce se ne stava all’interno della boccia e così all’indomani e così il terzo giorno successivo. Tanto che io persi la pazienza e gli parlai: - Caro pesce, scusa, ma mi pare che adesso tu passi il segno! Ho speso un mucchio di quattrini perché tu potessi nuotare a tuo piacere, tanto mi facevi pena sempre chiuso in quel misero vaso, e tu nel vaso ci ritorni e ci passi le giornate intere come se non te ne importasse niente di essere libero. Giuro che mi fai cader le braccia! Allora (siccome non è vero che i pesci sono muti; soltanto si nota in loro una certa difficoltà di pronunciare l’erre), l’animaletto mi rispose: - Oh uomo, come sei poco intelligente, e perdona la sincerità. Che strana idea della libertà hai tu. Non è l’uso della libertà che importa. Ciò che importa è la possibilità di poterne godere. Io amo stare in questo vaso che è così intimo e raccolto. Ma so che quando voglio posso uscire e fare lunghi viaggi nella vasca (per la quale, tra parentesi, ti sono estremamente grato). Era carcere questo vaso e adesso non lo è più, ecco la differenza. - Al che io, con la sensazione di aver fatto una pessima figura, mi ritirai balbettando vaghe scuse. Adatt. da D. Buzzati, In quel preciso momento, Mondadori Per riflettere Hai mai riflettuto sulla libertà? Il pesciolino rosso afferma che essere libero significa poter scegliere. Sei d’accordo? Pensi di essere libero anche tu? Quando non sei libero di scegliere? Confronta le tue rflessioni con quelle dei tuoi compagni. Per comprendere Perché il pesciolino era triste nella boccia di vetro? Perché continua a stare nella boccia anche quando ha a disposizione la vasca grande? La libertà del pesce consiste: nell’avere la vasca grande. nell’avere sia la vasca grande sia la piccola. nella possibilità di scegliere in quale vasca stare. Scrivi tu Per me la libertà è
Letture per diventare grandi Libertà Come il pesciolino rosso mi spiegò la libertà È difficile apprezzare la libertà ed utilizzarla nel modo corretto, ma un piccolo pesce rosso può suggerire preziosi consigli. Tempo fa, al mercato, comprai un pesce rosso contenuto in un vasetto rotondo di vetro. Là dentro l’animale stava stretto, di nuotare non se ne parlava neanche. Mi faceva pena vederlo dar di muso continuamente contro il vetro. Decisi quindi di procurargli una casa. Feci costruire in giardino una bella vasca tonda del diametro di tre metri e cinquanta e profonda mezza gamba. Non appena la vasca fu pronta, la riempii d'acqua fresca. Stavo per buttargli dentro il pesciolino quando mi trovai a pensare: "Lui attualmente si trova in acqua quasi tiepida, se lo getto all’improvviso in un’acqua fredda, non si prenderà una congestione?". Per evitare il rischio, calai sul fondo il vaso di vetro, lasciandovi dentro l’acqua e il pesciolino: la bestiola si poteva così acclimatare alla bassa temperatura della vasca. Deposto il vaso sul fondo, per qualche tempo il pesce continuò a sbattere il naso contro il vetro; poi, risalito casualmente all’imboccatura della boccia, trovando ancora acqua, si affacciò timidamente e, infine, non incontrando ostacoli di alcun genere, si mise a scorribandare come un pazzo entusiasta della inaspettata libertà. Questa allegria durò un paio di giorni. Tre mattine dopo restai di sasso vedendolo rintanato nel vaso che avevo dimenticato nella vasca. Se ne stava lì, dondolandosi a mezz’acqua. “Capriccio di pesce!” pensai. Anche la sera il pesce se ne stava all’interno della boccia e così all’indomani e così il terzo giorno successivo. Tanto che io persi la pazienza e gli parlai: - Caro pesce, scusa, ma mi pare che adesso tu passi il segno! Ho speso un mucchio di quattrini perché tu potessi nuotare a tuo piacere, tanto mi facevi pena sempre chiuso in quel misero vaso, e tu nel vaso ci ritorni e ci passi le giornate intere come se non te ne importasse niente di essere libero. Giuro che mi fai cader le braccia! Allora (siccome non è vero che i pesci sono muti; soltanto si nota in loro una certa difficoltà di pronunciare l’erre), l’animaletto mi rispose: - Oh uomo, come sei poco intelligente, e perdona la sincerità. Che strana idea della libertà hai tu. Non è l’uso della libertà che importa. Ciò che importa è la possibilità di poterne godere. Io amo stare in questo vaso che è così intimo e raccolto. Ma so che quando voglio posso uscire e fare lunghi viaggi nella vasca (per la quale, tra parentesi, ti sono estremamente grato). Era carcere questo vaso e adesso non lo è più, ecco la differenza. - Al che io, con la sensazione di aver fatto una pessima figura, mi ritirai balbettando vaghe scuse. Adatt. da D. Buzzati, In quel preciso momento, Mondadori Per riflettere Hai mai riflettuto sulla libertà? Il pesciolino rosso afferma che essere libero significa poter scegliere. Sei d’accordo? Pensi di essere libero anche tu? Quando non sei libero di scegliere?  Confronta le tue rflessioni con quelle dei tuoi compagni. Per comprendere  Perché il pesciolino era triste nella boccia di vetro?    Perché continua a stare nella boccia anche quando ha a disposizione la vasca grande?      La libertà del pesce consiste:   nell’avere la vasca grande.   nell’avere sia la vasca grande sia la piccola.   nella possibilità di scegliere in quale vasca stare. Scrivi tu  Per me la libertà è