Introduzione al testo teatrale

Il testo narrativo Il testo teatrale Il testo teatrale è scritto sotto forma di dialogo per essere recitato dagli attori davanti al pubblico. Il testo teatrale coinvolge emotivamente gli spettatori utilizzando non solo le parole, ma anche gesti, movimenti, scene, costumi, luci, suoni, musiche e canti. Il testo scritto, o copione, quindi, è solo una parte dell’opera teatrale anche se ne costituisce il punto di partenza. Il copione è un testo particolare, destinato non ad essere letto, ma rappresentato. Nel copione la storia si sviluppa interamente attraverso le battute, cioè le parole pronunciate dai personaggi e interpretate dagli attori. Oltre ai dialoghi sono presenti anche le didascalie, che offrono suggerimenti riguardo l'intonazione della voce e indicazioni sui gesti dei personaggi, sugli oggetti da utilizzare in scena, sulle luci e sui suoni o i costumi. Il teatro La parola "teatro" può significare sia lo spettacolo che si svolge davanti ad un pubblico, sia lo spazio destinato appositamente a questo scopo. La struttura Il testo teatrale si suddivide in sequenze, chiamate atti. Di solito sono due o più, ma alcuni testi brevi possono essere formati da un atto unico. Ogni atto è suddiviso in scene, che corrispondono all'uscita di scena di un personaggio o al cambio di ambientazione. La struttura del testo si sviluppa attraverso alcune parti fondamentali: Prologo: prima parte in cui si espone la situazione o i fatti iniziali. Esordio: avvio dell'azione scenica, inizio della vicenda con un evento che provoca le azioni successive. Sviluppo: parte centrale e più complessa dell’azione scenica con intrighi, colpi di scena, equivoci, ecc. Epilogo: conclusione dell'azione, finale lieto o tragico a seconda del genere rappresentato. Distinguiamo diversi tipi di testi teatrali, in base al loro contenuto: Tragedia: testo con temi dolorosi e con un finale tragico. Commedia: testo allegro e divertente, a lieto fine. Dramma: testo serio, con vicende commoventi, che si risolvono nell'epilogo. Farsa: testo comico, che intende far ridere il pubblico. Monologo: testo scritto per un solo attore. I personaggi Il protagonista è al centro dell'azione; altri personaggi di rilievo sono definiti comprimari. Vi sono anche i personaggi secondari e altri che sono solo comparse, cioè pronunciano solo poche battute o non parlano affatto. Lo spazio teatrale Sipario: è il tendone che copre la scena e che si apre e si chiude all'inizio e alla fine di uno spettacolo. Palcoscenico: è lo spazio in cui avviene lo spettacolo. Quinte: sono pannelli verticali mobili che delimitano il palcoscenico. Fondale: è la parete che fa da sfondo al palcoscenico. Scenografia: sono gli arredi e gli oggetti che allestiscono l'ambiente della rappresentazione. Platea: è lo spazio dove trovano posto gli spettatori, di solito seduti in file parallele. Loggione: è lo spazio nella zona più alta del teatro, destinato agli spettatori. La recitazione La recitazione è l’arte di esprimere con un tono di voce adeguato il testo teatrale, interpretandolo secondo lo spirito dell’autore e seguendo le indicazioni del regista. Dietro le quinte La messa in scena di uno spettacolo teatrale comporta il lavoro di molte persone. Il regista, chiamato un tempo capocomico, è l'artista che dirige la rappresentazione, istruendo gli attori sulla recitazione e scegliendo le scenografie, i costumi, le luci e i suoni. Lo scenografo ha il compito di allestire l'ambiente della rappresentazione teatrale. Il macchinista apre e chiude il sipario, muove le macchine sceniche (per esempio per far calare dall'alto, con apposite attrezzature, un personaggio o un oggetto). Il costumista disegna e realizza gli abiti indossati dai personaggi. Il tecnico delle luci illumina la scena seguendo le indicazioni del regista. Il tecnico del suono è responsabile delle musiche e di tutti i suoni che accompagnano lo spettacolo.

Il testo narrativo

Il testo teatrale

Il testo teatrale è scritto sotto forma di dialogo per essere recitato dagli attori davanti al pubblico.

Il testo teatrale coinvolge emotivamente gli spettatori utilizzando non solo le parole, ma anche gesti, movimenti, scene, costumi, luci, suoni, musiche e canti. Il testo scritto, o copione, quindi, è solo una parte dell’opera teatrale anche se ne costituisce il punto di partenza.


Il copione è un testo particolare, destinato non ad essere letto, ma rappresentato. Nel copione la storia si sviluppa interamente attraverso le battute, cioè le parole pronunciate dai personaggi e interpretate dagli attori. Oltre ai dialoghi sono presenti anche le didascalie, che offrono suggerimenti riguardo l'intonazione della voce e indicazioni sui gesti dei personaggi, sugli oggetti da utilizzare in scena, sulle luci e sui suoni o i costumi.

La struttura

Il testo teatrale si suddivide in sequenze, chiamate atti. Di solito sono due o più, ma alcuni testi brevi possono essere formati da un atto unico. Ogni atto è suddiviso in scene, che corrispondono all'uscita di scena di un personaggio o al cambio di ambientazione.

La struttura del testo si sviluppa attraverso alcune parti fondamentali:

Prologo: prima parte in cui si espone la situazione o i fatti iniziali.

Esordio: avvio dell'azione scenica, inizio della vicenda con un evento che provoca le azioni successive.

Sviluppo: parte centrale e più complessa dell’azione scenica con intrighi, colpi di scena, equivoci, ecc.

Epilogo: conclusione dell'azione, finale lieto o tragico a seconda del genere rappresentato.

Distinguiamo diversi tipi di testi teatrali, in base al loro contenuto:

Tragedia: testo con temi dolorosi e con un finale tragico.

Commedia: testo allegro e divertente, a lieto fine.

Dramma: testo serio, con vicende commoventi, che si risolvono nell'epilogo.

Farsa: testo comico, che intende far ridere il pubblico.

Monologo: testo scritto per un solo attore.

I personaggi

Il protagonista è al centro dell'azione; altri personaggi di rilievo sono definiti comprimari.

Vi sono anche i personaggi secondari e altri che sono solo comparse, cioè pronunciano solo poche battute o non parlano affatto.

Lo spazio teatrale

 Sipario: è il tendone che copre la scena e che si apre e si chiude all'inizio e alla fine di uno spettacolo.

 Palcoscenico: è lo spazio in cui avviene lo spettacolo.

 Quinte: sono pannelli verticali mobili che delimitano il palcoscenico.

 Fondale: è la parete che fa da sfondo al palcoscenico.

 Scenografia: sono gli arredi e gli oggetti che allestiscono l'ambiente della rappresentazione.

 Platea: è lo spazio dove trovano posto gli spettatori, di solito seduti in file parallele.

 Loggione: è lo spazio nella zona più alta del teatro, destinato agli spettatori.

La recitazione

La recitazione è l’arte di esprimere con un tono di voce adeguato il testo teatrale, interpretandolo secondo lo spirito dell’autore e seguendo le indicazioni del regista.

Dietro le quinte

La messa in scena di uno spettacolo teatrale comporta il lavoro di molte persone.

 Il regista, chiamato un tempo capocomico, è l'artista che dirige la rappresentazione, istruendo gli attori sulla recitazione e scegliendo le scenografie, i costumi, le luci e i suoni.

 Lo scenografo ha il compito di allestire l'ambiente della rappresentazione teatrale.

 Il macchinista apre e chiude il sipario, muove le macchine sceniche (per esempio per far calare dall'alto, con apposite attrezzature, un personaggio o un oggetto).

 Il costumista disegna e realizza gli abiti indossati dai personaggi.

 Il tecnico delle luci illumina la scena seguendo le indicazioni del regista.

 Il tecnico del suono è responsabile delle musiche e di tutti i suoni che accompagnano lo spettacolo.