Battaglia navale

Il testo narrativo Il racconto storico Il tempo e il luogo Battaglia navale La naumachia era uno spettacolo micidiale e feroce organizzato nell'antica Roma. Il protagonista del racconto vi assiste per la prima volta. Curio guardava incredulo le grandi navi triremi che, attraverso un canale scavato appositamente, lasciavano il fiume Tevere e andavano a gettare l'ancora nel bacino che Augusto aveva fatto preparare. Era un piccolo lago, sulla riva destra del Tevere, che prima non c'era. L'imperatore aveva ordinato anche la costruzione dell'acquedotto dell'Aqua Alsietina, che in soli quindici giorni aveva riempito il bacino vuoto con l'acqua necessaria a far galleggiare le grandi navi. Curio pensava che fosse una cosa fantastica e non stava nella pelle all'idea che suo padre l'avrebbe portato al grande spettacolo che si stava preparando lì una naumachia, una battaglia navale. Suo nonno aveva assistito a quella che aveva messo in scena Cesare molti anni prima, e ne parlava con entusiasmo, come del più grande spettacolo del mondo. Curio guardava le navi che si succedevano l'una all'altra e le contava: una, due, tre… trenta! “Com'è possibile che riescano a manovrare tante navi in uno spazio così piccolo?” pensava il ragazzo senza trovare risposta. Intanto le navi si assiepavano nel bacino, che aveva al centro un pontile di legno per gli ormeggi. Quando venne il giorno dell'inaugurazione del tempio di Marte Vendicatore, Curio e suo padre scesero in strada per andare ad assistere alla naumachia. Questa avrebbe rappresentato la battaglia di Salamina, fra Greci e Persiani. Non erano i soli: un fiume di persone si dirigeva verso il bacino artificiale fatto scavare dall'imperatore Augusto. Curio e il padre fecero fatica a trovare un posto sulle tribune costruite lungo gli argini, tanta era la folla. Qua e là scoppiarono tumulti e i pretoriani, la temibile polizia di Augusto, intervennero con decisione per riportare la calma. Poi finalmente una banda di buccine diede il via alla battaglia navale e lo scontro ebbe inizio. Le navi stavano quasi ferme, perché avevano davvero poco spazio di manovra, ma i combattimenti furono lo stesso violentissimi: erano scontri corpo a corpo fra i due eserciti nemici. All'inizio Curio trovò lo spettacolo fantastico ed emozionante, poi però si accorse che quella era una vera battaglia, che il sangue versato arrossava l'acqua del laghetto artificiale e che i combattenti morivano davvero. Il padre vide il suo sgomento e cercò di consolarlo: - Non ti preoccupare, Curio, quelli che combattono sono solo schiavi, prigionieri di guerra. Di loro non importa niente a nessuno, sono come cose. E poi quelli che resteranno in vita alla fine della battaglia saranno liberati dall'imperatore. Curio ascoltava il padre, ma non riusciva ad appassionarsi allo spettacolo della morte, anche se sull'acqua. Chiese al padre il permesso di tornare a casa e lasciò il suo posto sulle gradinate. Allontanandosi dal bacino, Curio un po' si vergognava: “Forse non sono abbastanza romano per assistere a giochi come questi”, pensava il ragazzo. Comunque fosse, non avrebbe mai più assistito a una naumachia, e neppure sarebbe mai andato al circo a vedere i gladiatori lottare. Schiavi o no, a lui sembrava che il sangue di quegli uomini fosse come il suo, e che la loro vita non dovesse valere meno della sua. No, niente spade e niente guerra: lui avrebbe servito Roma in un altro modo. Magari sarebbe diventato un avvocato, o magari un giudice. O forse anche un poeta. Ma la violenza no, non era davvero per lui. S. Bordiglioni, Piccole storie di Roma antica, Einaudi Ragazzi Esplora il testo La vicenda si svolge: in un tempo preciso. in un’epoca imprecisata. Quale imperatore è al governo? La storia quindi è ambientata: a Roma durante il periodo della repubblica. a Roma durante il periodo dell’Impero. In quale luogo specifico viene messa in scena la naumachia? La naumachia a cui assiste Curio: era un evento che avveniva realmente in età romana. è un'invenzione dell’autore, per rendere il racconto accattivante. Sottolinea nel testo tutti i termini riconducibili all’epoca dell’antica Roma. Scrivi tu Sulla base delle tue conoscenze storiche, cercando informazioni in biblioteca o su internet, rispondi sul quaderno alle seguenti domande. Quali opere realizzarono i Romani per controllare e dirigere le acque? Oltre alla naumachia, quali altri spettacoli venivano proposti al pubblico nell’antica Roma? Per comprendere In che cosa consisteva la naumachia? Descrivi brevemente cosa avveniva durante l’evento. Perché Curio pensa di non essere abbastanza romano? In quale modo avrebbe voluto servire Roma? Perché?
Il testo narrativo   Il racconto storico Il tempo e il luogo Battaglia navale La naumachia era uno spettacolo micidiale e feroce organizzato nell'antica Roma. Il protagonista del racconto vi assiste per la prima volta. Curio guardava incredulo le grandi navi triremi che, attraverso un canale scavato appositamente, lasciavano il fiume Tevere e andavano a gettare l'ancora nel bacino che Augusto aveva fatto preparare. Era un piccolo lago, sulla riva destra del Tevere, che prima non c'era. L'imperatore aveva ordinato anche la costruzione dell'acquedotto dell'Aqua Alsietina, che in soli quindici giorni aveva riempito il bacino vuoto con l'acqua necessaria a far galleggiare le grandi navi. Curio pensava che fosse una cosa fantastica e non stava nella pelle all'idea che suo padre l'avrebbe portato al grande spettacolo che si stava preparando lì una naumachia, una battaglia navale. Suo nonno aveva assistito a quella che aveva messo in scena Cesare molti anni prima, e ne parlava con entusiasmo, come del più grande spettacolo del mondo. Curio guardava le navi che si succedevano l'una all'altra e le contava: una, due, tre… trenta! “Com'è possibile che riescano a manovrare tante navi in uno spazio così piccolo?” pensava il ragazzo senza trovare risposta. Intanto le navi si assiepavano nel bacino, che aveva al centro un pontile di legno per gli ormeggi. Quando venne il giorno dell'inaugurazione del tempio di Marte Vendicatore, Curio e suo padre scesero in strada per andare ad assistere alla naumachia. Questa avrebbe rappresentato la battaglia di Salamina, fra Greci e Persiani. Non erano i soli: un fiume di persone si dirigeva verso il bacino artificiale fatto scavare dall'imperatore Augusto. Curio e il padre fecero fatica a trovare un posto sulle tribune costruite lungo gli argini, tanta era la folla. Qua e là scoppiarono tumulti e i pretoriani, la temibile polizia di Augusto, intervennero con decisione per riportare la calma. Poi finalmente una banda di buccine diede il via alla battaglia navale e lo scontro ebbe inizio. Le navi stavano quasi ferme, perché avevano davvero poco spazio di manovra, ma i combattimenti furono lo stesso violentissimi: erano scontri corpo a corpo fra i due eserciti nemici. All'inizio Curio trovò lo spettacolo fantastico ed emozionante, poi però si accorse che quella era una vera battaglia, che il sangue versato arrossava l'acqua del laghetto artificiale e che i combattenti morivano davvero. Il padre vide il suo sgomento e cercò di consolarlo: - Non ti preoccupare, Curio, quelli che combattono sono solo schiavi, prigionieri di guerra. Di loro non importa niente a nessuno, sono come cose. E poi quelli che resteranno in vita alla fine della battaglia saranno liberati dall'imperatore. Curio ascoltava il padre, ma non riusciva ad appassionarsi allo spettacolo della morte, anche se sull'acqua. Chiese al padre il permesso di tornare a casa e lasciò il suo posto sulle gradinate. Allontanandosi dal bacino, Curio un po' si vergognava: “Forse non sono abbastanza romano per assistere a giochi come questi”, pensava il ragazzo. Comunque fosse, non avrebbe mai più assistito a una naumachia, e neppure sarebbe mai andato al circo a vedere i gladiatori lottare. Schiavi o no, a lui sembrava che il sangue di quegli uomini fosse come il suo, e che la loro vita non dovesse valere meno della sua. No, niente spade e niente guerra: lui avrebbe servito Roma in un altro modo. Magari sarebbe diventato un avvocato, o magari un giudice. O forse anche un poeta. Ma la violenza no, non era davvero per lui. S. Bordiglioni, Piccole storie di Roma antica, Einaudi Ragazzi Esplora il testo  La vicenda si svolge:   in un tempo preciso.   in un’epoca imprecisata.  Quale imperatore è al governo?    La storia quindi è ambientata:   a Roma durante il periodo della repubblica.   a Roma durante il periodo dell’Impero.  In quale luogo specifico viene messa in scena la naumachia?      La naumachia a cui assiste Curio:   era un evento che avveniva realmente in età romana.   è un'invenzione dell’autore, per rendere il racconto accattivante.  Sottolinea nel testo tutti i termini riconducibili all’epoca dell’antica Roma. Scrivi tu  Sulla base delle tue conoscenze storiche, cercando informazioni in biblioteca o su internet, rispondi sul quaderno alle seguenti domande.  Quali opere realizzarono i Romani per controllare e dirigere le acque?  Oltre alla naumachia, quali altri spettacoli venivano proposti al pubblico nell’antica Roma? Per comprendere  In che cosa consisteva la naumachia? Descrivi brevemente cosa avveniva durante l’evento.        Perché Curio pensa di non essere abbastanza romano?      In quale modo avrebbe voluto servire Roma?    Perché?