Dividere in sequenze

Imparo a riassumere un testo narrativo Dividere in sequenze Titolo La domenica delle streghe Il venerdì per le streghe è come la domenica per l’altra gente. Se non si deve lavorare di domenica, le streghe non devono lavorare di venerdì. Nel caso che disubbidiscano e vengano colte sul fatto, sono severamente punite. La Piccola Strega rispettava il riposo del venerdì con particolare scrupolo. Non voleva assolutamente cadere in tentazione. Il giovedì sera rinchiudeva la scopa e riponeva il libro di stregoneria nel cassetto del tavolo: la prudenza non è mai troppa! Di solito il venerdì mattina dormiva fino a tardi, tanto a che le serviva la mattinata se non poteva fare le sue stregonerie? Dopo pranzo andava un po’ a spasso, oppure andava a sedersi accanto al forno dietro casa, nell’ombra, a poltrire. «Se dipendesse da me» diceva a volte «basterebbe un venerdì ogni sei settimane. Sarebbe più che sufficiente!» Era un venerdì di tarda estate. La Piccola Strega era di nuovo seduta ad annoiarsi accanto al forno. Qualche bel trucchetto l’avrebbe fatto volentieri. In nessun giorno ne sentiva tanta voglia quanto di venerdì. D’un tratto udì dei passi. Poi qualcuno bussò alla porta. «Eccomi», gridò la Piccola Strega. «Arrivo!» Incuriosita, saltò in piedi e corse a vedere chi stava bussato. Davanti alla porta c’erano un bambino e una bambina che si tenevano per mano. Quando la videro arrivare, i due bambini dissero in coro: «Buongiorno!» «Buongiorno!», rispose la Piccola Strega. «Che volete?» «Volevamo chiederti la strada per il paese», disse il bambino. «Ci siamo perduti». «Cercando funghi», aggiunse la bambina. «Così!» esclamò la piccola Strega. «Per cercare funghi.» Invitò i bambini a entrare in casa e offrì loro una tazza di caffellatte e una fetta di torta del venerdì. Poi chiese i loro nomi. Il bambino si chiamava Tommaso, la bambina Veronica. Erano fratelli. I loro genitori erano proprietari della grande trattoria “Al doppio bue”, di fronte al pozzo del mercato. «La conosco» disse la Piccola Strega. «E tu?», chiese Tommaso da sopra al bordo della tazza. «Tu chi sei?» Lei ridacchiò: «Indovina un po’...» «Come faccio a saperlo?» «Sono una strega...» O. Preussler, La Piccola Strega, Salani 1 Leggi il testo e suddividilo in sequenze. ... sequenza La Piccola Strega accoglie i bambini e chiede chi sono. ... sequenza Il venerdì è la domenica delle streghe e non devono lavorare. ... sequenza I bambini scoprono con chi stanno parlando. ... sequenza Un venerdì d’estate la Piccola Strega si annoiava. ... sequenza La Piccola Strega era molto rispettosa del venerdì. ... sequenza Bussano due bambini che si sono persi. ... sequenza Il venerdì dorme fino a tardi. 2 Riordina le sequenze numerandole da 1 a 7 e scrivi una breve frase che riassuma ciascuna di esse. Poi rileggi il tutto nella giusta successione.

Imparo a riassumere un testo narrativo

Dividere in sequenze

Titolo La domenica delle streghe

 

Il venerdì per le streghe è come la domenica per l’altra gente. Se non si deve lavorare di domenica, le streghe non devono lavorare di venerdì. Nel caso che disubbidiscano e vengano colte sul fatto, sono severamente punite.

La Piccola Strega rispettava il riposo del venerdì con particolare scrupolo. Non voleva assolutamente cadere in tentazione. Il giovedì sera rinchiudeva la scopa e riponeva il libro di stregoneria nel cassetto del tavolo: la prudenza non è mai troppa!

Di solito il venerdì mattina dormiva fino a tardi, tanto a che le serviva la mattinata se non poteva fare le sue stregonerie?

Dopo pranzo andava un po’ a spasso, oppure andava a sedersi accanto al forno dietro casa, nell’ombra, a poltrire. «Se dipendesse da me» diceva a volte «basterebbe un venerdì ogni sei settimane. Sarebbe più che sufficiente!»

Era un venerdì di tarda estate. La Piccola Strega era di nuovo seduta ad annoiarsi accanto al forno. Qualche bel trucchetto l’avrebbe fatto volentieri. In nessun giorno ne sentiva tanta voglia quanto di venerdì.

D’un tratto udì dei passi. Poi qualcuno bussò alla porta.

«Eccomi», gridò la Piccola Strega. «Arrivo!» Incuriosita, saltò in piedi e corse a vedere chi stava bussato. Davanti alla porta c’erano un bambino e una bambina che si tenevano per mano. Quando la videro arrivare, i due bambini dissero in coro: «Buongiorno!»

«Buongiorno!», rispose la Piccola Strega. «Che volete?»

«Volevamo chiederti la strada per il paese», disse il bambino.

«Ci siamo perduti». «Cercando funghi», aggiunse la bambina.

«Così!» esclamò la piccola Strega. «Per cercare funghi.»

Invitò i bambini a entrare in casa e offrì loro una tazza di caffellatte e una fetta di torta del venerdì. Poi chiese i loro nomi.

Il bambino si chiamava Tommaso, la bambina Veronica. Erano fratelli. I loro genitori erano proprietari della grande trattoria “Al doppio bue”, di fronte al pozzo del mercato.

«La conosco» disse la Piccola Strega.

«E tu?», chiese Tommaso da sopra al bordo della tazza. «Tu chi sei?»

Lei ridacchiò: «Indovina un po’...»

«Come faccio a saperlo?»

«Sono una strega...»

O. Preussler, La Piccola Strega, Salani

... sequenza

La Piccola Strega accoglie i bambini e chiede chi sono.

 

 

 

... sequenza

Il venerdì è la domenica delle streghe e non devono lavorare.

 

 

 

... sequenza

I bambini scoprono con chi stanno parlando.

 

 

 

... sequenza

Un venerdì d’estate la Piccola Strega si annoiava.

 

 

 

... sequenza

La Piccola Strega era molto rispettosa del venerdì.

 

 

 

... sequenza

Bussano due bambini che si sono persi.

 

 

 

... sequenza

Il venerdì dorme fino a tardi.