Uno sviluppo coerente

Imparo a scrivere un testo narrativo Uno sviluppo coerente In un testo narrativo tutte le informazioni devono essere coerenti con il significato della storia. Titolo Una zebra malcontenta C’era una zebra che si vergognava moltissimo delle sue righe nere, e avrebbe preferito essere un cavallo. Un giorno che vide passare un cavallo con il suo manto lucente e biondo, la zebra si mise a per un giorno e una notte. La zebra si sentiva molto triste e così, mentre era sempre stata scontrosa e solitaria, incominciò a con i vicini. Scoprì che la giraffa si per via del collo troppo lungo, che l’ippopotamo non era per niente contento del suo muso quadrato, che le foche non avrebbero voluto avere i baffi, che il leopardo passava le giornate a leccarsi le macchie della pelliccia sperando di , che i serpenti erano pieni di complessi perché non avevano le , che l’elefante si indignava per avere la coda al posto del . Insomma non c’era animale dello zoo che fosse contento di se stesso. La zebra si prese la testa fra le zampe e si concentrò sulle sue righe nere. Dopo molto pensare decise che lei purtroppo non era un animale bianco con le righe nere, ma un animale nero con le righe bianche. Allora è molto meglio essere un animale a righe piuttosto che un animale nero, si disse, e da quel momento si mise l’animo in pace e portò le sue righe bianche con grande Liberamente adattato e ridotto da L. Malerba, Storiette, Einaudi Prova a completare gli spazi vuoti di questa storia scegliendo le parole che ritieni più adatte tra quelle proposte: ridere, piangere, chiacchierare, litigare, gambe, cancellarle, naso, lucidarle, disagio, disinvoltura, vantava, vergognava.
Imparo a scrivere un testo narrativo Uno sviluppo coerente In un testo narrativo tutte le informazioni devono essere coerenti con il significato della storia. Titolo Una zebra malcontenta C’era una zebra che si vergognava moltissimo delle sue righe nere, e avrebbe preferito essere un cavallo. Un giorno che vide passare un cavallo con il suo manto lucente e biondo, la zebra si mise a   per un giorno e una notte. La zebra si sentiva molto triste e così, mentre era sempre stata scontrosa e solitaria, incominciò a   con i vicini. Scoprì che la giraffa si   per via del collo troppo lungo, che l’ippopotamo non era per niente contento del suo muso quadrato, che le foche non avrebbero voluto avere i baffi, che il leopardo passava le giornate a leccarsi le macchie della pelliccia sperando di   , che i serpenti erano pieni di complessi perché non avevano le   , che l’elefante si indignava per avere la coda al posto del   . Insomma non c’era animale dello zoo che fosse contento di se stesso. La zebra si prese la testa fra le zampe e si concentrò sulle sue righe nere. Dopo molto pensare decise che lei purtroppo non era un animale bianco con le righe nere, ma un animale nero con le righe bianche. Allora è molto meglio essere un animale a righe piuttosto che un animale nero, si disse, e da quel momento si mise l’animo in pace e portò le sue righe bianche con grande    Liberamente adattato e ridotto da L. Malerba, Storiette, Einaudi Prova a completare gli spazi vuoti di questa storia scegliendo le parole che ritieni più adatte tra quelle proposte: ridere, piangere, chiacchierare, litigare, gambe, cancellarle, naso, lucidarle, disagio, disinvoltura, vantava, vergognava.