Gli avverbi

Morfologia > Gli avverbi Gli avverbi Leggi. – Dove andrai in vacanza? – Andrei volentieri, al mare, perché non ci vado spesso… Le parole evidenziate in rosso sono avverbi. Ricorda ! Gli avverbi sono quelle parole che, messe vicino al verbo, servono per dare maggiori informazioni sulle azioni indicate dal verbo stesso (per esempio: Paolo legge attentamente). Gli avverbi si possono utilizzare anche vicino ad un aggettivo (per esempio: Quel libro è molto bello) oppure ad un altro avverbio (per esempio: Tu leggi troppo velocemente). Gli avverbi sono parti invariabili del discorso, quindi non hanno né numero né genere. Gli avverbi si suddividono in diverse categorie a seconda del loro significato. Avverbi di modo Indicano il modo in cui si svolge l’azione. Molti avverbi di questa categoria terminano con -mente. Rispondono alla domanda: In che modo? Allegramente, brevemente, dolcemente, facilmente, stancamente, velocemente, bene, male, volentieri, soltanto, ecc. Avverbi di luogo Specificano il luogo in cui si svolge l’azione. Rispondono alla domanda: Dove? Accanto, altrove, dappertutto, davanti, dentro, dietro, dove, fuori, giù, laggiù, qui, qua, sopra, sotto, su, via, ecc. Avverbi di tempo Determinano il tempo in cui si svolge l’azione. Rispondono alla domanda: Quando? Adesso, allora, domani, dopo, finora, già, ieri, oggi, poi, prima, ecc. Avverbi di quantità Indicano una quantità, ma in modo impreciso. Rispondono alla domanda: Quanto? Abbastanza, molto, nulla, poco, parecchio, troppo, tanto, ecc. Avverbi di giudizio Si usano per affermare, negare o mettere in dubbio. Affermativi: certo, davvero, sì, ecc.; Negativi: mica, neanche, no, ecc.; Dubitativi: forse, magari, probabilmente, ecc. Avverbi interrogativi Introducono una domanda diretta. Come? Dove? Quando? Quanto? Perché? Ecc. Attenzione ! Molti avverbi di modo derivano dagli aggettivi qualificativi e si formano aggiungendo la desinenza -mente alla radice dell’aggettivo stesso (per esempio, puntuale = puntualmente).
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