L'animale umanizzato: Il microbo e lo scrittore

il TE STO NARR ATIV O il RACCONTO FANTASTICO Il microbo e lo scrittore L'animale umanizzato Un microbo intraprendente decide di rivolgersi a uno scrittore per convincerlo a scrivere un storia su di lui, ma non verrà accolto come sperava. Esplora il testo v Quali sono i personaggi del racconto? v Sottolinea nel testo le caratteristiche e le azioni umane del microbo. v Quale di queste azioni è tipica di un microbo nella realtà? Parlare. Borbottare. Infettare un corpo. v Il narratore è: interno. esterno. v Colora la barra laterale, per individuare la struttura del racconto: inizio, sviluppo, conclusione. Un mattino il microbo si alzò un po' prima del solito. Aveva dormito male e si era girato e rigirato nel suo microscopico lettino per l'intera notte, turbato dal pensiero che tutti gli animali del mondo hanno almeno una favola che li racconti, e lui no. Si alzò quindi, deciso e risoluto ad andare a fare quattro belle chiacchiere con uno scrittore di quelli veri, con tanto di polpastrelli sporchi di inchiostro e pensiero rivolto a chissà quale avventura. - Senti tu - gli disse - perché non scrivi una favola su di me? - Chi sei? - borbottò lo scrittore, cercando a destra e a sinistra - Non ti vedo... - Certo che non mi vedi, sono un microbo! Mica siamo esibizionisti, noi microbi, come i pavoni là fuori. Ecco - gli suggerì - potresti scrivere la favola di un microbo esibizionista. - Lasciami in pace, che sto lavorando - brontolò lo scrittore, infastidito, come ogni volta che uno viene lì e ti dice fai questo o fai quello. - Non ti vedo e io non scrivo di ciò che non vedo. - Perché, il caldo lo vedi? La musica la vedi? Devo spiegarti tutto? - Il caldo non è un animale. Non ha nemmeno la coda... - ribatté lo scrittore. - Tu ce l'hai la coda? Perché se ce l'hai io non vedo nemmeno quella, e se non vedo non scrivo. Seguì un lungo attimo di silenzio, poi lo scrittore cominciò a grattarsi il naso, come accade ogni volta che gli spunta un'idea brillante. Invece questa volta le idee non entravano: senza riuscire a trattenerlo, esplose in uno starnuto fragoroso, che si sentì no in periferia. - Non mi vedi - borbottò il microbo, soddisfatto - ma mi senti, altroché! Quel giorno lo scrittore non scrisse nulla, perché il raffreddore e la grammatica non vanno quasi mai d'accordo, ma annotò in fretta un appunto per la favola da scrivere appena guarito. Adatt. da A. Valente, Favole all'ultimo minuto, Lapis 54

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