Verifica delle competenze - La mamma nella cartella

Il testo narrativo IL RACCONTO FANTASTICO Verifica delle competenze La mamma nella cartella Scritch, ploc, grumpf… I rumori arrivano dalla mia cartella... Il cuore mi batte a mille all'ora. Voglio sapere che succede. La campanella suona. Corro in cortile per esplorare il contenuto della cartella. Prendo coraggio, poi, con precauzione, scruto sul fondo della cartella. E lì, la vedo... Rannicchiata tra il diario e il quaderno di francese c'è lei, mia madre! Mi strofino gli occhi per essere sicuro di non stare sognando. - Mamma, sei tu? La mia voce è tutta un tremito. Lei mi risponde gridando dal fondo della cartella: - Sì, paperino mio, sono io! Per favore, mi potresti far uscire di qui! Non riesco a muovermi perché credo veramente di sognare. Le chiedo: - Ma che ci fai qui? - Sono venuta a portarti la merenda. Stamattina, quando sei andato via, l'hai dimenticata. Mi sporgo verso la cartella e vedo due fette di pane con la marmellata d'albicocche (la mia preferita), una mousse di mele, un succo d'arancia, un croissant e... guarda un po', mi accorgo che il croissant è stato mangiucchiato. - Mamma! Hai mangiato il corno del mio croissant! - Sì pulcino mio, avevo molta fame! - Mamma, come hai fatto a diventare così piccola? - Piccino mio, è un segreto. Una mamma che ama il suo bambino come io amo te, è capace di tutto. Non so più cosa dire. So che la mamma mi ama molto, enormemente, gigantescamente, ma ignoravo che quest'amore le desse il potere di rimpicciolirsi per portarmi la merenda. Non so più cosa fare. Chiudo gli occhi e spero che, quando li riaprirò, sarà tornato tutto normale. Sfortunatamente, quando riapro gli occhi vedo la mamma aggrapparsi alle spirali del mio quaderno di francese per uscire dalla cartella. Mi chiede di aiutarla. Non ho scelta: non si lascia la propria mamma tutta affannata, col rischio anche che faccia una brutta caduta. La afferro per il braccio e la poso sul palmo della mano. - Grazie, scoiattolino mio, mi sentivo soffocare dentro quella cartella. La situazione è grave. Rifletto più in fretta che posso e decido di fare come se tutto fosse normale. - Mamma, ti ringrazio tanto di avermi portato la merenda, ma ora devi andare a lavorare. - Voglio restare con te. Non disturberò e non farò rumore. È ora di tornare in classe e non me la sento di lasciare mia madre in terra. Ho paura che un bambino la schiacci correndo. Mi dico che ne riparleremo più tardi. In genere, sono i genitori a dire: “Ne riparleremo più tardi”. N. Kuperman, La mamma è dappertutto, San Paolo So esplorare il testo Dove si svolge la vicenda? In un luogo definito. In un luogo imprecisato. Si tratta di un luogo: realistico. fantastico. Quando si svolgono i fatti? In un tempo lontano e indefinito. Nel presente. Qual è l’aspetto fantastico di questa storia? Il luogo. Il tempo. Il potere di un personaggio. Quale potere speciale ha la mamma del protagonista? I fatti narrati sono: verosimili. fantastici. Il narratore è: esterno. interno. So capire il testo Perché il protagonista vuole esplorare la cartella? Perché ha perso un oggetto importante. Perché sente rumori strani. Che cosa significa l’espressione “il cuore batte a mille all’ora”? Il bambino ha corso a lungo. Il bambino è molto spaventato. Come si sente il protagonista quando scopre che sua madre è dentro alla sua cartella? È incredulo e imbarazzato. È felice e grato a sua madre. Quale motivazione fornisce la madre al figlio per spiegare la sua presenza nella cartella? Doveva portargli la merenda. Voleva assistere alla lezione di geografia. Che cosa ha mangiucchiato la madre? Perché alla fine il protagonista rimette la madre nella cartella? Perché ha paura che qualcuno la calpesti o che si perda. Perché vuole averla vicina durante la lezione. Quale espressione tipica degli adulti utilizza il bambino per rinviare la discussione con la mamma? "Te l’avevo detto." "Ne riparleremo più tardi."
Il testo narrativo  IL RACCONTO FANTASTICO Verifica delle competenze La mamma nella cartella Scritch, ploc, grumpf… I rumori arrivano dalla mia cartella... Il cuore mi batte a mille all'ora. Voglio sapere che succede. La campanella suona. Corro in cortile per esplorare il contenuto della cartella. Prendo coraggio, poi, con precauzione, scruto sul fondo della cartella. E lì, la vedo... Rannicchiata tra il diario e il quaderno di francese c'è lei, mia madre! Mi strofino gli occhi per essere sicuro di non stare sognando. - Mamma, sei tu? La mia voce è tutta un tremito. Lei mi risponde gridando dal fondo della cartella: - Sì, paperino mio, sono io! Per favore, mi potresti far uscire di qui! Non riesco a muovermi perché credo veramente di sognare. Le chiedo: - Ma che ci fai qui? - Sono venuta a portarti la merenda. Stamattina, quando sei andato via, l'hai dimenticata. Mi sporgo verso la cartella e vedo due fette di pane con la marmellata d'albicocche (la mia preferita), una mousse di mele, un succo d'arancia, un croissant e... guarda un po', mi accorgo che il croissant è stato mangiucchiato. - Mamma! Hai mangiato il corno del mio croissant! - Sì pulcino mio, avevo molta fame! - Mamma, come hai fatto a diventare così piccola? - Piccino mio, è un segreto. Una mamma che ama il suo bambino come io amo te, è capace di tutto. Non so più cosa dire. So che la mamma mi ama molto, enormemente, gigantescamente, ma ignoravo che quest'amore le desse il potere di rimpicciolirsi per portarmi la merenda. Non so più cosa fare. Chiudo gli occhi e spero che, quando li riaprirò, sarà tornato tutto normale. Sfortunatamente, quando riapro gli occhi vedo la mamma aggrapparsi alle spirali del mio quaderno di francese per uscire dalla cartella. Mi chiede di aiutarla. Non ho scelta: non si lascia la propria mamma tutta affannata, col rischio anche che faccia una brutta caduta. La afferro per il braccio e la poso sul palmo della mano. - Grazie, scoiattolino mio, mi sentivo soffocare dentro quella cartella. La situazione è grave. Rifletto più in fretta che posso e decido di fare come se tutto fosse normale. - Mamma, ti ringrazio tanto di avermi portato la merenda, ma ora devi andare a lavorare. - Voglio restare con te. Non disturberò e non farò rumore. È ora di tornare in classe e non me la sento di lasciare mia madre in terra. Ho paura che un bambino la schiacci correndo. Mi dico che ne riparleremo più tardi. In genere, sono i genitori a dire: “Ne riparleremo più tardi”. N. Kuperman, La mamma è dappertutto, San Paolo So esplorare il testo  Dove si svolge la vicenda?   In un luogo definito.   In un luogo imprecisato.  Si tratta di un luogo:   realistico.   fantastico.  Quando si svolgono i fatti?   In un tempo lontano e indefinito.   Nel presente.  Qual è l’aspetto fantastico di questa storia?   Il luogo.   Il tempo.   Il potere di un personaggio.  Quale potere speciale ha la mamma del protagonista?    I fatti narrati sono:   verosimili.   fantastici.  Il narratore è:   esterno.   interno. So capire il testo  Perché il protagonista vuole esplorare la cartella?   Perché ha perso un oggetto importante.   Perché sente rumori strani.  Che cosa significa l’espressione “il cuore batte a mille all’ora”?   Il bambino ha corso a lungo.   Il bambino è molto spaventato.  Come si sente il protagonista quando scopre che sua madre è dentro alla sua cartella?   È incredulo e imbarazzato.   È felice e grato a sua madre.  Quale motivazione fornisce la madre al figlio per spiegare la sua presenza nella cartella?   Doveva portargli la merenda.   Voleva assistere alla lezione di geografia.  Che cosa ha mangiucchiato la madre?    Perché alla fine il protagonista rimette la madre nella cartella?   Perché ha paura che qualcuno la calpesti o che si perda.   Perché vuole averla vicina durante la lezione.  Quale espressione tipica degli adulti utilizza il bambino per rinviare la discussione con la mamma?   "Te l’avevo detto."   "Ne riparleremo più tardi."