La divisione in sequenze: I colori di Celestino

Il testo narrativo La divisione in sequenze I colori di Celestino Celestino è un inventore di colori e trova sempre quello giusto per ogni cliente, fino a quando… 1a sequenza Il signor Celestino era un ometto con occhi celesti, baffi azzurri e barbetta blu. Era il più grande intenditore di colori del mondo e nel suo laboratorio, allestito nel retrobottega, ne preparava di straordinari. Solo lui ne conosceva la formula e li riservava solo agli intenditori come lui. 2a sequenza Un giorno entrò nel negozio una ragazza con un’espressione afflitta(1). – Vorrei un po’ di color allegria: sono tanto triste. – Prego, venga nel retrobottega. Celestino gliene preparò un barattolo. 3a sequenza Ma dopo qualche giorno la ragazza si presentò nel negozio ancora con quell’espressione afflitta: la tinta non aveva funzionato. – Com’è possibile? – esclamò il signor Celestino: era la prima volta che gli accadeva. – È sicura di aver dipinto bene la sua stanza? – Sì, le ho dato tre mani, ma sono ancora triste. Sa? Sono tanto sola. – Ora capisco – esclamò Celestino sollevato. – Invece del color allegria, le occorre il color compagnia. Glielo preparo subito. Scelti attentamente gli ingredienti, li macinò, li mescolò, li filtrò e le diede un barattolo di tinta compagnia. 4a sequenza Qualche giorno dopo la ragazza tornò e aveva ancora quell’aria afflitta. Per il signor Celestino fu una terribile delusione: per la prima volta non riusciva ad accontentare un cliente. Per giorni e giorni riprovò a fare quel colore. Niente, non veniva. Per la vergogna occhi, baffi e barbetta gli divennero rossi e tali rimasero perché quel fallimento non riusciva a dimenticarlo. 5a sequenza Una domenica, mentre passeggiava nel parco, incontrò la ragazza un gruppo di amiche: aveva un’espressione così radiosa che subito pensò che avesse trovato il colore in un altro negozio. Anche se contento per lei, ebbe un fremito di gelosia. 6a sequenza Ma poi il signor Celestino ci pensò sopra e alla fine capì che la compagnia nessun colore può darla e che neppure un grande inventore come lui poteva inventarlo. La vergogna sparì e, improvvisamente, occhi, baffi e barbetta gli tornarono celesti, azzurri, blu. Adatt. da M. Argilli, Storie di città vere o chissà, Editori Riuniti Ogni racconto può essere suddiviso in sequenze dotate di senso compiuto. Il passaggio da una sequenza all’altra può avvenire quando entra in scena un nuovo personaggio; cambia il tempo; cambia il luogo; c’è una nuova situazione. Capire le parole (1) Afflitta: triste, addolorata. Esplora il testo Le sequenze di un brano potrebbero essere paragonate alle scene di un film. Scrivi sotto a ciascuna illustrazione il titolo corrispondente, scegliendolo tra quelli proposti. La ragazza afflitta e il colore allegria. La felicità della ragazza. La ragazza afflitta e il colore compagnia. L’intenditore di colori: il signor Celestino. Nessun colore sostituisce la “compagnia”. La delusione e la vergogna di Celestino.
Il testo narrativo La divisione in sequenze I colori di Celestino Celestino è un inventore di colori e trova sempre quello giusto per ogni cliente, fino a quando… 1a sequenza Il signor Celestino era un ometto con occhi celesti, baffi azzurri e barbetta blu. Era il più grande intenditore di colori del mondo e nel suo laboratorio, allestito nel retrobottega, ne preparava di straordinari. Solo lui ne conosceva la formula e li riservava solo agli intenditori come lui. 2a sequenza Un giorno entrò nel negozio una ragazza con un’espressione afflitta(1). – Vorrei un po’ di color allegria: sono tanto triste. – Prego, venga nel retrobottega. Celestino gliene preparò un barattolo. 3a sequenza Ma dopo qualche giorno la ragazza si presentò nel negozio ancora con quell’espressione afflitta: la tinta non aveva funzionato. – Com’è possibile? – esclamò il signor Celestino: era la prima volta che gli accadeva. – È sicura di aver dipinto bene la sua stanza? – Sì, le ho dato tre mani, ma sono ancora triste. Sa? Sono tanto sola. – Ora capisco – esclamò Celestino sollevato. – Invece del color allegria, le occorre il color compagnia. Glielo preparo subito. Scelti attentamente gli ingredienti, li macinò, li mescolò, li filtrò e le diede un barattolo di tinta compagnia. 4a sequenza Qualche giorno dopo la ragazza tornò e aveva ancora quell’aria afflitta. Per il signor Celestino fu una terribile delusione: per la prima volta non riusciva ad accontentare un cliente. Per giorni e giorni riprovò a fare quel colore. Niente, non veniva. Per la vergogna occhi, baffi e barbetta gli divennero rossi e tali rimasero perché quel fallimento non riusciva a dimenticarlo. 5a sequenza Una domenica, mentre passeggiava nel parco, incontrò la ragazza un gruppo di amiche: aveva un’espressione così radiosa che subito pensò che avesse trovato il colore in un altro negozio. Anche se contento per lei, ebbe un fremito di gelosia. 6a sequenza Ma poi il signor Celestino ci pensò sopra e alla fine capì che la compagnia nessun colore può darla e che neppure un grande inventore come lui poteva inventarlo. La vergogna sparì e, improvvisamente, occhi, baffi e barbetta gli tornarono celesti, azzurri, blu. Adatt. da M. Argilli, Storie di città vere o chissà, Editori Riuniti Ogni racconto può essere suddiviso in sequenze dotate di senso compiuto. Il passaggio da una sequenza all’altra può avvenire quando  entra in scena un nuovo personaggio;  cambia il tempo;  cambia il luogo;  c’è una nuova situazione. Capire le parole (1) Afflitta: triste, addolorata. Esplora il testo Le sequenze di un brano potrebbero essere paragonate alle scene di un film. Scrivi sotto a ciascuna illustrazione il titolo corrispondente, scegliendolo tra quelli proposti.  La ragazza afflitta e il colore allegria.  La felicità della ragazza.  La ragazza afflitta e il colore compagnia.  L’intenditore di colori: il signor Celestino.  Nessun colore sostituisce la “compagnia”.  La delusione e la vergogna di Celestino.